Workshop tra Qwarzo e l’Accademia SantaGiulia per moduli abitativi sostenibili destinati a contesti di crisi
Ripensare l'architettura temporanea per rispondere a migrazioni forzate, conflitti ed eventi climatici estremi è il tema centrale del workshop “PaperHOUSE for refugees”.
L'iniziativa, nata dalla collaborazione tra l'azienda Qwarzo e l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia, ha impegnato venti studentesse del corso di Didattica dell’Architettura degli Interni nella progettazione di moduli abitativi di circa 10 m².
L'obiettivo primario del percorso è stato quello di unire rapidità di produzione, facilità di trasporto e semplicità di montaggio per contesti di forte criticità, come le aree colpite da crisi umanitarie o ambientali.
L'elemento tecnologico distintivo del progetto risiede nell'impiego di cartone ondulato riciclato trattato con Qwarzo®, un rivestimento brevettato a base minerale.
Questo coating permette di migliorare le prestazioni meccaniche del materiale, conferendogli resistenza ad acqua, umidità, oli e calore.
Tale trattamento non altera la riciclabilità o la compostabilità del cartone, ma ne amplia le possibilità applicative in ambiti strutturali complessi, superando i limiti tradizionali della fibra di carta.
Il cartone viene così valorizzato come materiale chiave per la sostenibilità in situazioni dove la velocità di intervento è un fattore determinante.
Il percorso didattico si è articolato in diverse fasi, iniziando il 9 gennaio con la presentazione del brief e delle applicazioni del coating, citando esempi come la Nido House o le installazioni di Piazza Liberty a Milano.
Una seconda sessione, il 13 gennaio, ha approfondito i temi dell'ecodesign e dell'economia circolare.
Il lavoro dei cinque gruppi di studio ha portato alla presentazione di progetti finali concepiti come sistemi modulari aggregabili, in grado di formare veri e propri insediamenti temporanei anziché semplici unità isolate.
Secondo Luca Panzeri, fondatore di Qwarzo, la sperimentazione accademica permette di trasformare la tecnologia in uno strumento responsabile per l'abitare temporaneo.
Enrico Gastaroba, docente dell'Accademia SantaGiulia, ha sottolineato come l'esercizio metta gli studenti di fronte a urgenze sociali reali, richiedendo un equilibrio tra qualità dello spazio e sostenibilità dei materiali.
I cinque progetti elaborati durante il workshop, che mirano a garantire dignità e comfort essenziale anche nella precarietà, saranno resi pubblici nel corso dei prossimi mesi.