Secondo l'analisi Areté, il 73% dei consumatori valuta l'acquisto puntando su qualità e tecnologia ibrida
Un'indagine condotta da Areté nel mese di gennaio evidenzia un cambiamento progressivo nella percezione delle auto prodotte in Cina da parte dei consumatori italiani.
Attualmente, il 73% degli intervistati si dichiara disposto ad acquistare un veicolo di un marchio cinese, un dato in crescita rispetto al 68% rilevato nell'ottobre precedente.
L'interesse non è più dettato esclusivamente dal fattore economico: se il 45% del campione guarda al prezzo competitivo, il 51% indica come motivazione principale la qualità complessiva, riferendosi ad affidabilità, dotazioni tecnologiche e materiali.
Il profilo dell'auto ideale per gli acquirenti interessati presenta caratteristiche precise: la preferenza ricade su SUV e crossover (47%) con un budget massimo di 30.000 euro.
Sul fronte della motorizzazione, la tecnologia ibrida è indicata dal 50% come la soluzione più rispondente alle proprie necessità, superando l'interesse per l'elettrico puro.
Nonostante il trend positivo, permangono alcune riserve: il 28% degli scettici esprime dubbi sulla qualità costruttiva e un'analoga percentuale teme carenze nel servizio di post-vendita.
L'esperienza d'acquisto rimane legata ai canali tradizionali.
Quasi la totalità del campione preferisce la visita fisica in concessionaria, mentre l'80% considera il test drive un elemento fondamentale per finalizzare la scelta.
Massimo Ghenzer, Presidente di Areté, sottolinea come i costruttori cinesi stiano consolidando la propria posizione competitiva, con il 62% degli intervistati che ritiene i loro servizi post-vendita paragonabili a quelli dei marchi europei.