Istituite unità di crisi per coordinare rientri e riprogrammazioni dei viaggiatori
A seguito della chiusura dello spazio aereo in Medio Oriente e della conseguente cancellazione di numerosi voli, l'Associazione dei Tour Operator in Italia (ASTOI) ha attivato procedure di emergenza per assistere i viaggiatori coinvolti.
Dall'inizio del conflitto, le aziende associate hanno istituito unità di crisi per monitorare la situazione in coordinamento con l'Unità di Crisi della Farnesina.
L'operatività si concentra sulla gestione delle cancellazioni e sulla riprogrammazione dei servizi nelle aree interessate, con l'obiettivo di garantire la sicurezza e il rientro dei turisti.
Le attività di assistenza sono state suddivise in due categorie principali: i clienti situati nei paesi del Golfo Persico e coloro che, pur trovandosi in aree non soggette alla crisi come le Maldive o il sud-est asiatico, risultano bloccati a causa dell'inoperatività dei vettori del Golfo utilizzati per il ritorno.
Per facilitare i rientri, ASTOI sta coordinando la creazione di liste passeggeri da condividere con il vettore Neos, organizzando voli di tipo "rescue".
Alcuni trasferimenti sono già stati effettuati, come lo spostamento di un centinaio di persone da Dubai a Muscat, in Oman, da dove è stato possibile proseguire verso l'Italia.
Il Presidente di ASTOI, Pier Ezhaya, ha sottolineato l'impegno degli operatori nel tutelare i clienti, pur evidenziando che la fluidità della situazione non consente attualmente di fornire informazioni definitive.
L'associazione continua a monitorare le località i cui aeroporti risultano ancora operativi per pianificare ulteriori operazioni di rientro.