Dall'introduzione della "Wizz Class" ai voli transatlantici: il cambio di rotta del vettore ungherese per incrementare i ricavi e gestire le criticità tecniche
Wizz Air ha recentemente implementato una significativa modifica alla propria struttura di offerta.
Dopo una fase di test in sei basi operative, la compagnia ha esteso a tutta la rete, a partire dal 9 febbraio 2026, la "Wizz Class".
Si tratta di una sezione di posti "premium" che prevede maggiore spazio per le gambe e il posto centrale della prima fila mantenuto libero.
Il servizio, rivolto in particolare ai viaggiatori d'affari, include anche uno spuntino e una bevanda analcolica in omaggio.
Questa scelta segna un distanziamento dal modello tradizionale del vettore low cost basato sulla classe unica.
Secondo i vertici aziendali, guidati dall'amministratore delegato Jozsef Váradi, la necessità di diversificare le entrate nasce dal raggiungimento di elevati livelli di saturazione del mercato.
Con 72 milioni di passeggeri trasportati nell'ultimo anno, Wizz Air ha superato i volumi di vettori storici come Lufthansa, British Airways e il gruppo Air France-KLM.
Oltre alla riconfigurazione delle cabine, la compagnia ha ottenuto l'autorizzazione per operare voli transatlantici tra il Regno Unito e gli Stati Uniti.
Tale operazione, seppur presentata come temporanea e di natura charter, è finalizzata al trasporto di squadre e tifosi per la 23sima edizione della Coppa del Mondo FIFA, prevista per giugno 2026.
La mossa appare inusuale per il settore delle low cost a causa dei costi elevati legati alle turnazioni degli equipaggi sul lungo raggio.
Nonostante l'espansione commerciale, il gruppo deve affrontare complesse problematiche tecniche.
Una parte rilevante della flotta, composta da aeromobili della famiglia Airbus A320neo, è interessata da un difetto di fabbricazione dei motori Pratt & Whitney PW1000G.
La contaminazione da polvere metallica nei componenti interni ha reso necessarie ispezioni estese, portando al fermo di numerosi aerei.
Al momento, 38 velivoli risultano parcheggiati, pari a circa un quarto della flotta di nuova generazione.
Le ripercussioni finanziarie sono evidenti: l'anno fiscale conclusosi il 31 marzo 2025 ha registrato un calo dell'utile operativo del 61,7%, sceso a 167,5 milioni di euro.
Sulle prospettive per l'esercizio in chiusura a fine marzo 2026 pesano inoltre le tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
La sospensione di diverse rotte nella regione e l'instabilità macroeconomica potrebbero incidere sull'utile netto per una cifra stimata di circa 50 milioni di euro.
Mentre il CFO Ian Malin punta a rendere nuovamente operativa l'intera flotta entro la fine del 2027, resta l'incognita sulle contromosse dei concorrenti, in particolare di Ryanair.
Fondata nel 2003 e quotata alla Borsa di Londra, Wizz Air si trova oggi a dover bilanciare ambizioni di crescita globale con la gestione di una crisi manutentiva che limita la flessibilità della sua programmazione.