Un'analisi sulle disparità di genere e sulle prospettive di emancipazione attraverso il settore alimentare
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, ha posto l'attenzione sulle persistenti iniquità che caratterizzano il lavoro femminile nei settori della gastronomia e dell'agricoltura. Nonostante il ruolo fondamentale svolto dalle donne nella trasmissione di saperi e ricette, esse occupano raramente posizioni apicali e subiscono una disparità retributiva significativa. Secondo l'Osservatorio Placido Rizzotto, a fronte di un guadagno medio annuo di 7.200 euro per i braccianti, le lavoratrici percepiscono mediamente 1.800 euro in meno. Il divario si riflette anche nella proprietà fondiaria: la Fao stima che meno del 15% dei proprietari terrieri agricoli a livello globale siano donne, una percentuale che si riduce ulteriormente in contesti specifici come i Paesi arabi.
La rilevanza del contributo femminile è tuttavia indiscutibile: in Africa, le donne coltivano circa l'80% dei prodotti agricoli.
Il superamento delle disuguaglianze di genere rappresenterebbe, secondo le stime Fao, una leva fondamentale per l'economia e la società, capace di ridurre l'insicurezza alimentare per 45 milioni di persone e di incrementare il Pil globale di 1.000 miliardi di dollari.
La Banca Mondiale ha inoltre rilevato che la parità di accesso alla terra potrebbe contribuire a una riduzione della fame nel mondo stimata al 17%.
Il settore alimentare può configurarsi come un ambito di emancipazione e innovazione. In Italia, le donne dimostrano una forte propensione alla diversificazione: il 50% gestisce attività multifunzionali, come l'agriturismo o la vendita diretta, e il 60% adotta pratiche ecocompatibili come l'agricoltura biologica.
Il 2026, designato dalla Fao come Anno Internazionale delle Donne Agricoltrici, rappresenta un'occasione per dare voce e riconoscimento a contadine, pescatrici, artigiane e imprenditrici.
L'obiettivo indicato da Slow Food è quello di sostenere un percorso di innovazione concreta che valorizzi le risorse naturali e le competenze locali, promuovendo una prospettiva collettiva e proattiva orientata al futuro.