Dodici artisti indagano le dinamiche del controllo tra comando e vulnerabilità
Dal 7 maggio al 27 settembre 2026, la Kelterborn Collection presso la Giudecca presenta "Who’s a good boy??", una mostra collettiva curata da Anastasia Stravinsky e Mario von Kelterborn.
L'esposizione si collega al tema della 61. Biennale d’Arte di Venezia, adottando il concetto musicale di "tonalità minore" non come semplice metafora, ma come metodo operativo per esplorare le dinamiche del potere e del controllo attraverso registri di tensione e instabilità.
Il percorso espositivo raccoglie le opere di dodici artisti della collezione, tra cui figure storiche come Joseph Beuys e Ulay, e nomi contemporanei come Nora Turato, il cui lavoro dà il titolo al progetto.
La selezione si articola su diversi assi concettuali: un primo nucleo, con artisti quali Claire Fontaine, Swen Bernitz e Anke Röhrscheid, analizza l'autorità come pratica quotidiana e amministrativa, oltre che come soglia tra fragilità e minaccia.
Un secondo filone si concentra sul linguaggio e sulla percezione. Gary Hill e Mariana Vassileva lavorano sulla stabilità del significato e sulla sospensione della voce, mentre Victor Alarcon utilizza elementi atmosferici per attivare lo spazio.
Le infrastrutture invisibili della sorveglianza sono invece al centro delle ricerche di Sung Tieu e Renzo Martens, affiancate dall'approccio etico all'ascolto proposto da Teboho Edkins.
L’esposizione trova un momento di chiusura intima nell’opera di Laure Prouvost, allestita in una piccola stanza buia per sottolineare una dimensione di fragilità.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con IKT, riflette l'orientamento della Kelterborn Collection verso temi politici e filosofici complessi.
La mostra rimarrà aperta con ingresso libero presso la sede veneziana, offrendo una strategia di osservazione che privilegia lo sfondo e le dinamiche normalizzate del comando rispetto allo spettacolo.