Presentato un abbinamento inedito tra la tradizione veneta e suggestioni asiatiche
L'edizione 2026 di Vinitaly ha rappresentato per Col Vetoraz un momento di confronto commerciale e relazionale.
Nonostante la complessità del panorama economico globale, Francesca Miotto, Responsabile Comunicazione dell’azienda, ha confermato risultati positivi, caratterizzati da nuovi incontri con clienti nazionali e internazionali e dal rafforzamento dei legami con i rappresentanti delle province venete per future collaborazioni.
Al centro della partecipazione fieristica è stato proposto un concept basato sull'incontro tra vino e gastronomia.
Lo chef Paolo Speranzon, del Ristorante San Martino di Chies d’Alpago, ha realizzato un raviolo al vapore che unisce la cultura culinaria asiatica con ingredienti tipici del territorio.
Il piatto ha visto come protagonista la sopressa di malga di Valdobbiadene, accompagnata da una salsa agrodolce allo zafferano dell'Alpago e note di coriandolo.
Questa preparazione è stata studiata per interagire con il Valdobbiadene DOCG Superiore di Cartizze.
Le caratteristiche del vino, in particolare la freschezza e l'effervescenza, sono state utilizzate per bilanciare la componente grassa della sopressa, mentre la sua morbidezza aromatica ha accompagnato le sfumature speziate e la tendenza dolce del raviolo.
L'obiettivo dell'operazione è stato quello di dimostrare la capacità del Cartizze di dialogare con influenze gastronomiche lontane pur mantenendo un forte legame con le proprie radici.
L'azienda, fondata nel 1993 da Francesco Miotto insieme a Paolo De Bortoli e Loris Dall’Acqua, ha sede nel punto più alto delle colline del Cartizze, dove la famiglia Miotto opera dal 1838.
Attualmente Col Vetoraz vinifica annualmente oltre 2.300.000 kg di uva DOCG, producendo 1.250.000 bottiglie. A trent'anni dalla fondazione, la realtà vitivinicola punta a mantenere la posizione raggiunta attraverso il rispetto della filiera produttiva e la cura del territorio di Valdobbiadene.