Lo studio di ATS Milano e i progetti di forestazione del modello KilometroVerdeParma
Abitare in prossimità di aree naturali influisce direttamente sul benessere fisico, portando benefici cardiovascolari e metabolici.
Secondo una ricerca condotta dall'Unità di Epidemiologia dell’ATS di Milano, chi risiede a meno di 300 metri da grandi spazi verdi presenta vantaggi per la salute quasi doppi rispetto a chi vive a una distanza di 900 metri.
Lo studio evidenzia che l'efficacia del verde non dipende solo dalla superficie, ma dal volume tridimensionale della vegetazione, ovvero dalla densità e dall'altezza degli alberi, elementi che favoriscono l'attività fisica quotidiana.
In questo contesto si inserisce l'attività di KilometroVerdeParma, consorzio forestale nato nel 2020 che ha già piantato oltre 100mila alberi attraverso 80 interventi.
La programmazione per il 2026 prevede nuovi progetti strutturali: in Piazzale Borri la sostituzione di superfici impermeabili con alberature e camminamenti drenanti, mentre in Viale Du Tillot la creazione di un arboreto didattico con 500 piante di 150 specie diverse.
Nell’Oasi di Viarolo, dove sono già presenti 2.400 piante, sono in corso rilevazioni tramite sensori ambientali per quantificare l'assorbimento di CO2 e monitorare la biodiversità urbana.
L'iniziativa, basata su una collaborazione tra pubblico e privato, genera ricadute anche sul mercato immobiliare.
I dati di Immobiliare.it Insights indicano che le abitazioni situate entro dieci minuti a piedi dai principali parchi hanno valori di mercato più elevati.
Tale modello operativo è già stato replicato a Modena in collaborazione con il Consorzio Mutina Arborea, confermando la scalabilità degli interventi di forestazione urbana su altri territori.
Oltre alle finalità scientifiche, il consorzio promuove l'educazione ambientale attraverso il progetto WeTree, che ha coinvolto oltre 14.000 studenti in attività di forestazione.
Sul piano istituzionale, KilometroVerdeParma è tra i 46 firmatari del “Contratto Climatico di Città di Parma”, che punta a ridurre le emissioni dell’85% entro il 2030 e a contrastare l’effetto isola di calore.
Gli interventi mirano a risultati simili a quelli di Medellín, dove l'inverdimento ha ridotto le temperature di 2°C. La gestione responsabile del consorzio è inoltre attestata dalla certificazione PEFC, che ne riconosce l'impatto positivo sulla comunità e sull'ambiente.