Istituzioni e ASTOI chiariscono la situazione del Jet Fuel e i diritti dei viaggiatori
L'attuale scenario internazionale, segnato da conflitti persistenti, sta determinando un impatto visibile sul settore del turismo, generando incertezza tra i consumatori e una flessione della domanda.
Recentemente, la diffusione di notizie circa un possibile esaurimento del carburante aereo (Jet Fuel) ha contribuito ad aumentare l'instabilità del comparto.
Tuttavia, sia il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi sia il Commissario UE ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas hanno precisato che l’Europa non si trova in una condizione di emergenza per quanto riguarda i voli commerciali.
Sebbene una chiusura prolungata dello stretto di Hormuz potrebbe causare ripercussioni severe in futuro, allo stato attuale non sussiste una carenza di approvvigionamento.
Un punto cruciale riguarda la corretta interpretazione dei diritti dei passeggeri in caso di cancellazione dei voli per assenza di carburante.
Contrariamente ad alcune interpretazioni mediatiche, l'eventuale mancanza di carburante è considerata una causa di forza maggiore.
Se da un lato questa condizione esclude il diritto all'indennizzo supplementare previsto dal Regolamento 261/2004, dall'altro non annulla affatto il diritto al rimborso del biglietto, che rimane sempre dovuto al passeggero.
Maggiore protezione viene offerta a chi acquista pacchetti turistici tramite Tour Operator. In conformità con la Direttiva Europea, l'operatore è tenuto a riproteggere il cliente su voli alternativi, proporre soluzioni di viaggio differenti o rimborsare integralmente il pacchetto qualora il volo venga cancellato prima della partenza.
Per incentivare le prenotazioni, i Tour Operator hanno inoltre introdotto misure di flessibilità, come il contrasto all'aumento dei prezzi del carburante e condizioni agevolate per modifiche o annullamenti.
Per quanto concerne i flussi delle prenotazioni, l'Osservatorio ASTOI rileva un calo del 30-35% per le prenotazioni estive effettuate nel mese di aprile.
Tuttavia, il dato del "sotto data" (prenotazioni a 15 giorni dalla partenza) mostra una flessione molto più contenuta, pari al -6%, segnale di una persistente volontà di viaggiare.
Pier Ezhaya, Presidente di ASTOI Confindustria Viaggi, ha sottolineato la necessità di contrastare l'allarmismo eccessivo, ribadendo che il turismo organizzato garantisce tutele tali da permettere ai viaggiatori di prenotare con serenità anche in contesti geopolitici complessi.