Dal 2 maggio al 13 settembre il Museo di Roma ospita un percorso espositivo che analizza la vita e l’opera dell’autore a dieci anni dalla scomparsa
A dieci anni dalla sua scomparsa, la figura di Ettore Scola viene ricordata attraverso la mostra "Ettore Scola.
Non ci siamo mai lasciati", allestita presso il Museo di Roma a Palazzo Braschi dal 2 maggio al 13 settembre.
L’esposizione, curata da Silvia Scola e Alessandro Nicosia, si propone come un itinerario immersivo tra la vita privata e la carriera professionale di un autore che è stato regista, sceneggiatore e disegnatore.
Il percorso raccoglie materiali inediti provenienti dall’archivio della famiglia Scola, tra cui manoscritti, fotografie, sceneggiature originali e appunti personali.
L’esposizione è articolata in tre sezioni tematiche principali:
L’uomo: ripercorre le radici di Scola, nato nel 1931 a Trevico, e la sua formazione nel quartiere Esquilino di Roma, dove iniziò a collaborare con la rivista satirica “Marc’Aurelio” insieme a figure come Federico Fellini.
L’artista: analizza la sua evoluzione da sceneggiatore di film iconici come "Il sorpasso" a regista di capolavori quali "C’eravamo tanto amati" e "Una giornata particolare".
Roma: esplora il legame speciale con la Capitale, descritta dal regista senza edulcorazioni nelle sue diverse fasi storiche dal dopoguerra in poi.
Tra i cimeli esposti figurano oggetti simbolici come la sua macchina da scrivere, le sedie da regista e il trench indossato da Fellini in uno dei suoi film più celebri.
La rassegna include inoltre vignette e bozzetti di scena definiti "sceneggiature visive", strumenti con cui Scola studiava i tratti degli italiani.
L’iniziativa, promossa da Roma Capitale, è accompagnata da un catalogo che raccoglie testimonianze di personalità come Fanny Ardant, Giuseppe Tornatore e Dacia Maraini.
Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura, ha descritto l'autore come un umanista capace di unire riflessione critica e leggerezza, sottolineando l'importanza di rendere il cinema accessibile a un pubblico trasversale e alle nuove generazioni.