Un visore digitale restituisce le condizioni di luce originarie della Prima Sala Tiburtina
Presso Villa d’Este a Tivoli è stato introdotto un visore 3D dedicato alla restituzione virtuale della Prima Sala Tiburtina.
L'iniziativa, sviluppata all'interno del "Progetto CHANGES" con la direzione scientifica di Carmelo Occhipinti e il sostegno di CdE-DTC Lazio, si pone l'obiettivo di mostrare lo spazio storico non nella sua veste attuale, ma secondo la percezione del XVI secolo.
Il sistema è stato realizzato dalle tech company Haltadefinizione e Memooria, appartenenti al Gruppo Panini Cultura.
Attraverso una scansione laser terrestre ad alta precisione, l'ambiente è stato digitalizzato e reso accessibile via browser.
La particolarità del progetto risiede nella simulazione delle condizioni di illuminazione dell'epoca, permettendo di osservare gli affreschi alla luce instabile delle candele.
Sono previste tre diverse funzioni: la modalità "torch", che simula la luce calda di un candelabro; la modalità "candle", per una percezione progressiva dello spazio; e la modalità "flashlight", finalizzata a un'analisi direzionale e puntuale delle superfici dipinte.
L'apparato decorativo della sala, completato entro il 1569 da un gruppo di artisti coordinati da Cesare Nebbia, comprendeva originariamente stucchi, marmi illusionistici e tessuti preziosi, studiati per essere fruiti in condizioni di penombra.
La ricerca storica, basata anche sugli scritti di Pirro Ligorio e Marco Antonio Nicodemi, ha permesso di approfondire l’iconografia legata al mito di Tivoli, con figure come Ercole, Tiburto e Catillo.
La gestione dei dati digitali e delle immagini ad alta risoluzione è affidata a Coosmo, un servizio di Digital Asset Management che consente la fruizione immediata degli asset.
Questa innovazione tecnologica mira a fornire nuovi strumenti per la ricerca e la valorizzazione del patrimonio, rendendo nuovamente leggibile l'equilibrio tra architettura e narrazione rinascimentale.