L'analisi congiunturale di Confetra evidenzia l'impatto della crisi geopolitica sui costi e sui flussi dei trasporti
L'analisi congiunturale promossa da Confetra sul settore della logistica e delle spedizioni fotografa un quadro a due velocità.
Il bilancio del 2025 ha registrato elementi positivi, guidati dal trasporto stradale nazionale, cresciuto del 6,3%, e dal trasporto marittimo, che ha segnato un incremento del 4,4%.
Tuttavia, i dati previsionali per il 2026 risultano pesantemente condizionati dall'instabilità geopolitica nell'area del Golfo e, nello specifico, dal blocco dello Stretto di Hormuz registrato a fine febbraio.
Il transito nello stretto, area strategica per il 20% dei flussi mondiali di petrolio, ha subito un calo dei volumi del 94%, passando da 84 a sole 7 navi giornaliere.
Carlo De Ruvo, Presidente di Confetra, ha sottolineato come questa interruzione dell'approvvigionamento stia mettendo alla prova il sistema logistico, determinando un aumento del 20% per i noli dei container e un incremento superiore al 100% su base annua per l'indice del trasporto dry bulk.
Gli effetti sui settori aereo e stradale e la transizione digitale
La crisi energetica e la rimodulazione delle rotte stanno condizionando tutti i comparti del trasporto merci:
Spedizioni aeree: dopo aver chiuso il 2025 in flessione del 6,1%, nel marzo 2026 hanno registrato un balzo delle tariffe del 38% rispetto a febbraio. Il fenomeno è dovuto al raddoppio del prezzo del jet fuel su base annua e alla necessità di imbarcare più carburante per coprire tratte più lunghe, riducendo lo spazio utile per il carico.
Autotrasporto su gomma: risente dell'aumento del prezzo del gasolio in Italia, arrivato a 2.045,6 euro per 1.000 litri (+29% su base annua). Poiché il carburante incide per il 30% sulle spese operative, i costi aziendali sono saliti del 9%. Il settore resta in attesa del decreto interministeriale per il credito d'imposta.
Innovazione e formazione: i processi di digitalizzazione faticano a consolidarsi; solo il 6% delle imprese adotta soluzioni di Intelligenza Artificiale per l'ottimizzazione delle rotte, mentre il 51% investe con continuità nella formazione digitale del personale.
Secondo le stime di Confetra, qualora il conflitto mediorientale dovesse prolungarsi, l'impatto economico complessivo sul 2026 potrebbe tradursi in una riduzione del PIL di un punto percentuale rispetto alle previsioni e in un contestuale aumento dell'inflazione di oltre 1,5 punti.