Il bilancio evidenzia una crescita del traffico passeggeri e dei ricavi, mentre permangono incertezze legate ai costi del carburante e al contesto geopolitico
Ryanair Holdings plc ha reso noti i risultati finanziari relativi all'anno fiscale 2026, conclusosi il 31 marzo.
L'utile netto del gruppo ha raggiunto i 2,26 miliardi di euro (al lordo delle voci straordinarie), segnando un incremento del 40% rispetto agli 1,61 miliardi di euro dell'anno precedente.
Il fatturato complessivo è aumentato dell'11%, attestandosi a 15,54 miliardi di euro, con i ricavi programmati cresciuti del 14% a 10,56 miliardi di euro e i ricavi accessori saliti del 6% a 4,99 miliardi di euro.
I passeggeri trasportati sono stati 208,4 milioni, con un incremento del 4% rispetto ai 200,2 milioni dell'anno fiscale 2025, nonostante i ritardi nella consegna di 29 aeromobili Boeing B-8200.
Il fattore di carico è rimasto stabile al 94%, mentre il ricavo per passeggero ha registrato un aumento del 7%. Sul fronte dei costi operativi ordinari, si è verificato un aumento del 6%, passando a 13,09 miliardi di euro, pari a un incremento dell'1% per passeggero.
Il risultato finale include un accantonamento straordinario di 85 milioni di euro (circa il 33% della sanzione complessiva di 256 milioni) legato al provvedimento dell'AGCM italiana del dicembre 2025, verso il quale la compagnia ha comunque confermato l'intenzione di presentare appello.
La flotta aziendale a fine anno contava 647 aeromobili, inclusi 210 modelli "Gamechanger". Per l'anno fiscale 2027 si stima una crescita del traffico a 216 milioni di passeggeri, mentre Boeing prevede la certificazione del MAX-10 a fine estate 2026, con le prime 15 consegne a Ryanair attese per la primavera del 2027.
La posizione patrimoniale del gruppo presenta una liquidità lorda di 3,6 miliardi di euro e una liquidità netta di 2,1 miliardi di euro al 31 marzo, situazione che permetterà il rimborso di un prestito obbligazionario da 1,2 miliardi di euro.
Per quanto riguarda la remunerazione degli azionisti, è stato proposto un dividendo finale di 0,195 euro per azione con pagamento a settembre, previa approvazione assembleare.
In merito alla gestione operativa, il gruppo ha stipulato un accordo pluriennale con CFM per la fornitura di componenti, finalizzato alla creazione di due officine interne di manutenzione motori (MRO) che saranno operative tra il 2029 e l'inizio degli anni 2030.
Per la stagione estiva 2026 sono state introdotte 130 nuove rotte, concentrando la crescita in aree con tasse aeroportuali ridotte come Albania, Italia, Marocco, Slovacchia e Svezia, e riducendo le attività in mercati a tassazione elevata come Austria, Belgio, Germania e Spagna regionale.
Le prospettive per l'anno fiscale 2027 restano condizionate dalla volatilità del prezzo del petrolio dovuta al conflitto in Medio Oriente.
Sebbene Ryanair abbia coperto l'80% del fabbisogno di carburante a 67 dollari al barile fino ad aprile 2027, il restante 20% rimane esposto ai prezzi spot.
Si prevede inoltre un aumento di 300 milioni di euro delle tasse ambientali UE, che saliranno a 1,4 miliardi di euro, oltre a incrementi dei costi salariali e di manutenzione.
Attualmente la visibilità sugli utili futuri rimane limitata a causa dell'incertezza economica e di prenotazioni più ravvicinate da parte dei consumatori.