La ricerca dell'Istituto Piepoli rileva che il 70% degli intervistati intende pianificare una vacanza, mentre la maggioranza modifica i piani iniziali a causa dello scenario internazionale e del rincaro dei prezzi.
Abbiamo partecipato alla presentazione di una ricerca condotta dall'Istituto Piepoli, nella splendida cornice del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, a Roma.
In realtà le evidenze della ricerca a nostro avviso appaiono abbastanza banali, non perchè siamo immersi nelle informazioni di turismo e trasporto aereo ma perchè dell'argomento si parla ogni giorno nei bar.
Chi legge potrà confermare che gli appartenenti al ceto medio tra di loro parlano di come riuscire a fare 15 giorni di vacanza senza andare in bancarotta, dove viaggiare senza correre rischi e se non sia il caso, almeno per quest'anno, di rinunciare e andare ospiti da amici o, chi ce l'ha, nella seconda casa.
Comunque siccome non vogliamo essere dissacranti, e nel pieno rispetto del lavoro di chiunque, a seguire vi forniamo i dati scaturiti dalla ricerca:
Il desiderio di intraprendere un viaggio per le vacanze estive del 2026 si confronta con un atteggiamento di marcata cautela da parte dei cittadini italiani.
Secondo i dati della ricerca intitolata “Turismo: prospettive e opportunità per l’estate 2026”, curata dall’Istituto Piepoli e presentata oggi, il 70% degli intervistati dichiara l'intenzione di concedersi un viaggio nei prossimi quattro mesi.
Lo studio, condotto tra il 20 e il 22 aprile 2026 su un campione rappresentativo di 500 persone, evidenzia tuttavia come il clima di incertezza globale e le tensioni geopolitiche stiano condizionando in modo significativo le decisioni finali e la selezione delle mete.
I dati indicano che oltre la metà del campione (54%) ha modificato i propri programmi iniziali o esprime incertezza sul da farsi a causa dell'instabilità dello scenario mondiale.
Entrando nel dettaglio delle variazioni di comportamento, il 23% degli intervistati ha orientato la propria scelta verso mete giudicate più sicure, mentre il 21% ha deciso di rimanere all'interno dei confini nazionali, rinunciando a una destinazione estera.
Complessivamente, la situazione internazionale influisce "molto o abbastanza" sulle determinazioni di viaggio per il 67% dei soggetti intervistati.
Tra i fattori di maggiore criticità emerge l'aumento dei prezzi, legato a voci quali tariffe aeree, costi energetici e inflazione, indicato come principale preoccupazione dal 65% del campione.
Questa dinamica legata al caro vita produce effetti diretti sulla pianificazione finanziaria delle famiglie: se il 48% manterrà lo stesso budget stanziato per l'anno precedente, il 34% si vede costretto a ridurre le spese previste per le vacanze rispetto al passato.
Tale quadro si inserisce in un contesto in cui il 45% degli intervistati rileva un peggioramento del proprio sentimento generale nei confronti della vita negli ultimi mesi, a fronte di un 9% che riscontra invece un miglioramento.
In merito alle aree geografiche di destinazione, l'Italia si conferma la scelta prioritaria per il 56% dei rispondenti, seguita dall'Europa, che raccoglie il 29% delle preferenze, e dai Paesi extra Unione Europea, che si attestano al 9%.
Lorenzo Tagliavanti, Presidente della Camera di Commercio di Roma, ha commentato gli esiti dello studio evidenziando come, sebbene il turismo si confermi un pilastro del sistema economico, il profilo del viaggiatore attuale sia caratterizzato da una spiccata prudenza e da una richiesta di tutela sia per il proprio potere d'acquisto sia per la sicurezza personale.
Secondo Tagliavanti, l'orientamento verso il turismo domestico può costituire un'opportunità per le imprese locali, le quali sono chiamate a strutturare un'offerta in grado di coniugare standard qualitativi e sostenibilità dei costi.
Gli interventi degli altri ospiti sono stati poco interessanti e infarciti di banalità: da chi si è imbarcato a dire che nel 2100 gli italiani saranno solo 38 milioni e che le uniche città superstiti - tra quelle esistenti oggi - saranno Roma e Milano. a chi ha scoperto che a Roma (citiamo testualmente) "c'è tanta zozzeria".
E' stato anche detto che la Turchia, come destinazione e come HUB aeroportuale, sta facendo passi da gigante e che la Turkish Airlines, sua compagnia di bandiera, continua ad espandersi.
Ma va?
Ci si accorge solo ora che è la sesta migliore compagnia aerea al mondo, prima e migliore compagnia aerea d'Europa, che offre alti standard di servizio e collega più Paesi di qualsiasi altra compagnia aerea del globo.
Nel frattempo la nostra, di compagnia di bandiera, Alitalia, non c'è più.
Si parla tanto di turismo alto spendente e non si capisce (almeno dagli interventi di oggi) quale dovrebbe essere il collettore.
A parte i riferimenti alla situazione geopolitica attuale, i vari interventi di oggi ci hanno riportato indietro di 30 anni, senza dirci niente di nuovo.
Tanto per dire - e per fare la differenza tra chi promette e chi realizza - nel 1992, quando venne innaugurata Euro Disney (oggi Disneyland Paris) al suo interno erano già presenti una stazione dei treni ad alta velocità e la metropolitana di superficie ... all'aeroporto di Fiumicino i treni Freccia Rossa sono arrivati solo nel dicembre 2014.
Quindi non va tutto bene come ci hanno raccontato oggi.
Consigliamo, a chi di dovere, di fare un salto a Singapore o in Corea del Sud (ma potremmo citare diverse altre destinazioni) per dare un'occhiata al vero futuro non a quello immaginato.
Abbiamo apprezzato l'intervento del questore Robero Massucci (nella foto) molto concreto, attuale, informato della vera situazione della città di Roma, senza nascondere le criticità, decantandone le caratteristiche attuali e le potenzialità che tutti le riconosciamo