L'aumento dei flussi riflette una maggiore accessibilità aerea e un'offerta focalizzata su cultura, escursionismo ed enogastronomia
L'Armenia consolida la propria presenza sul mercato italiano rilevando una crescita significativa dei flussi turistici.
Nel corso del 2025, i viaggiatori provenienti dall'Italia sono stati 22.669, dato che segna una progressione del 40,7% rispetto all'anno precedente.
Questo andamento si inserisce in un quadro di sviluppo generale per il Paese che, nel primo trimestre del 2026, ha evidenziato un aumento del 18,2% degli arrivi internazionali complessivi rispetto allo stesso periodo del 2025.
Lusine Gevorgyan, presidente del Tourism Committee della Repubblica di Armenia, ha sottolineato come la domanda si stia orientando verso percorsi di viaggio strutturati, favoriti dal patrimonio storico e paesaggistico locale.
L'offerta del territorio si articola tra beni culturali e attività all'aria aperta.
Tra i principali punti di interesse figurano il monastero di Tatev, situato presso la gola del Vorotan, e i siti tutelati dall'UNESCO, tra cui il monastero di Geghard e l'alta valle dell'Azat.
Il Paese propone inoltre percorsi escursionistici a lungo raggio come il Transcaucasian Trail e una tradizione vinicola antica, affiancata da proposte enogastronomiche.
La capitale Yerevan funge da snodo principale per il turismo grazie alla combinazione di eventi e dinamismo urbano.
Un fattore determinante per l'incremento dei visitatori è rappresentato dal potenziamento dei trasporti aerei diretti verso la capitale.
Attualmente, i collegamenti stradali e commerciali sono agevolati dai voli operati da Wizz Air, attivi dagli scali di Milano, Venezia, Roma, Napoli e Bari, e dalle tratte coperte da FlyOne Armenia dagli aeroporti di Bergamo e Roma.
Tali opzioni di volo facilitano sia i soggiorni prolungati sia i viaggi di breve durata. In questo contesto, il Comitato del Turismo prosegue le attività di collaborazione con gli operatori internazionali per stabilizzare il posizionamento della destinazione e sostenerne lo sviluppo sostenibile.