Itinerari a piedi, percorsi didattici e geomorfologia tra le vette delle Dolomiti
Il Passo San Pellegrino si qualifica come una località adatta alle vacanze estive, ai fine settimana o alle gite in giornata con i bambini, grazie a un contesto che unisce natura, sicurezza e occasioni di apprendimento.
Il territorio, parte del patrimonio UNESCO delle Dolomiti, offre molteplici sentieri escursionistici accessibili anche ai più piccoli.
Dal Passo è possibile utilizzare la seggiovia Costabella per raggiungere la Baita Paradiso, punto panoramico da cui i camminatori autonomi possono muoversi nella Val Tegnousa verso la conca di Fuciade.
Gli escursionisti più esperti hanno l'opportunità di estendere il tragitto fino al Rifugio Passo Selle, dove si trovano i camminamenti e le trincee risalenti alla Prima Guerra Mondiale, epoca in cui l'area segnava il confine tra l'Italia e l'Impero austro-ungarico.
Per quanto riguarda gli itinerari legati all'acqua, la cabinovia da Falcade conduce al piano delle Buse, da cui si raggiunge il Lago Cavia e il vicino rifugio Laresei, mentre i laghi San Pellegrino e di Pozze si trovano nei pressi del Passo.
Tramite la funivia si accede inoltre ai 2.513 metri di altitudine del Col Margherita, la cui terrazza panoramica si affaccia su cime quali la Marmolada, il Monte Pelmo, il Civetta, il Lagorai e le Pale di San Martino.
In questa zona si sviluppa il "Geo Walk", un percorso di trekking facilitato che illustra l'evoluzione geologica alpina mediante l'ausilio di installazioni e pannelli informativi.
Presso il Col Margherita ha sede anche l'Osservatorio Climatico del CNR, struttura visitabile che monitora i parametri atmosferici e la qualità dell'aria, rilevando tassi di ozono equiparabili a quelli delle isole Svalbard.
La medesima stazione ospita il ristorante InAlto, guidato dallo chef Alfio Ghezzi.
Infine, l'area di Le Buse propone attività per bambini piccoli nei pressi del Bosco degli Artisti, caratterizzato da sculture lignee locali e dal Giardino delle Formiche, un tracciato focalizzato sui nidi della formica Rufa, con possibilità di sosta presso il rifugio Gigio Picol o la Malga Le Buse.