Da aree degradate o confiscate a centri di cultura, ospitalità ecosostenibile e valorizzazione gastronomica
Il recupero di aree dismesse, cave abusive, ex colonie ed edifici storici in stato di abbandono rappresenta una dinamica di trasformazione per diversi territori italiani.
Attraverso investimenti mirati e strategie di cooperazione, cinque località della penisola mostrano come sia possibile convertire contesti problematici in risorse turistiche e culturali. In Campania, sul Litorale Domizio, i Laghi Nabi nascono dalla riqualificazione di oltre 500mila metri quadrati di un’area precedentemente occupata da cave di sabbia abusive.
L'intervento degli imprenditori Gino Pellegrino e Michele Falco ha permesso il ripristino di tre specchi d’acqua e la nascita del Nabi Resort & Glamping, struttura ecosostenibile integrata con il Plana Resort, il ristorante Res e la Nabi Water Spa.
Nella Bassa Bresciana, la Fondazione Castello di Padernello, guidata da Domenico Pedroni, ha invece recuperato un maniero del Quattrocento crollato nell'oblio.
Grazie a enti pubblici, privati e campagne di crowdfunding, il sito attira oggi più di 45mila visitatori all'anno, integrando mercati Slow Food e scuole-botteghe nel borgo di Borgo San Giacomo.
In Emilia-Romagna si registrano altre tre esperienze significative. A Salsomaggiore Terme, all'interno del Parco regionale dello Stirone e del Piacenzano, il Podere Millepioppi ospita il MuMAB - Museo del Mare Antico e della Biodiversità.
L'area, sottratta alla criminalità organizzata, custodisce reperti geopaleontologici e faunistici della Pianura Padana.
A Polesine Parmense, la famiglia Spigaroli ha ristrutturato in vent'anni un rudere del Trecento nella golena del Po, trasformandolo nell'Antica Corte Pallavicina.
Il relais accoglie cantine di stagionatura storiche, il Museo del Culatello e un ristorante guidato dallo Chef Massimo Spigaroli.
Infine, a Villamarina di Cesenatico, i Ricci Hotels hanno avviato il recupero dell'ex colonia Santa Monica, progettata nel 1953 dall'architetto Mario Bacciocchi.
L'immobile razionalista sarà convertito entro la primavera del 2028 in un hotel dotato di 90 camere, tre piscine e spiaggia privata, nel rispetto delle linee architettoniche originarie e della sostenibilità ambientale.