Le raccomandazioni internazionali e le lacune nel monitoraggio dell'esposizione per i membri degli equipaggi
Il tema dell'esposizione alle radiazioni cosmiche per i piloti e gli assistenti di volo è tornato di attualità in seguito alla riproposizione al Congresso degli Stati Uniti di un nuovo rapporto delle National Academies, denominato AREHOMSFC.
Già nel 1990 la International Commission on Radiological Protection aveva raccomandato di considerare tale esposizione come un rischio professionale per gli equipaggi dei jet.
Il recente documento evidenzia tuttavia che l'approccio della FAA (Federal Aviation Administration) risulta incoerente e insufficiente nelle modalità di monitoraggio e di spiegazione dei rischi.
Il rapporto, richiesto dal Congresso ai sensi del FAA Reauthorization Act del 2024, evidenzia la necessità di migliorare il monitoraggio, fornire una formazione chiara al personale e definire misure pratiche per gestire l'esposizione cumulativa nella carriera.
La radiazione cosmica è una radiazione ionizzante presente nell'atmosfera terrestre.
Essa ha origine dal Sole o dall'esterno del sistema solare sotto forma di particelle primarie, oppure nasce dall'interazione di queste ultime con l'atmosfera, che genera particelle secondarie.
Le particelle primarie sono quasi tutte cariche elettricamente e vengono in gran parte deviate dal campo magnetico terrestre.
Questa deviazione è massima all'equatore e minima alle alte latitudini, motivo per cui a 50° Nord l'esposizione ai raggi è fino a 4 volte superiore rispetto all'equatore.
La schermatura atmosferica si riduce con la quota: i voli di linea operano comunemente tra i 35.000 e i 40.000 piedi, dove l'esposizione è circa 100 volte maggiore rispetto al suolo, mentre il valore massimo si registra a 60.000 piedi.
Al di sotto dei 25.000 piedi l'incremento è invece modesto. All'esposizione regolare si aggiungono i Solar Proton Events (SPE), eventi casuali legati all'attività solare che raddoppiano temporaneamente l'esposizione e possono causare problematiche o blackout nelle comunicazioni radio ad Alta Frequenza alle alte latitudini, noti come eventi di Assorbimento della Calotta Polare.
Gli aerei di linea non possono essere schermati fisicamente dalle radiazioni cosmiche.
I ricercatori propongono quindi di modellare l'esposizione in base a rotta, altitudine, latitudine e attività solare per gestire la dose cumulativa.
Gli studi finora condotti non mostrano un aumento generalizzato e drammatico dei casi di cancro tra i piloti.
Uno studio del 2002 su 10.032 piloti maschi dei paesi nordici registrò 466 casi di cancro rispetto ai 456 previsti, rilevando un aumento del rischio relativo per il cancro della pelle rispetto alla dose stimata e per il cancro alla prostata in relazione alle ore di volo a lungo raggio, sebbene tali dati non indicarono un aumento significativo attribuibile ai raggi cosmici e l'associazione con il tumore alla prostata necessitasse di conferma.
Altre ricerche hanno riscontrato incrementi nel rischio di melanoma, cancro al seno tra gli assistenti di volo, possibili rischi riproduttivi e una correlazione con la cataratta nucleare.
Il rapporto AREHOMSFC del 2026 rileva che gli equipaggi di volo negli Stati Uniti sono esposti alla dose media di radiazioni professionali più alta rispetto ad altre categorie costantemente esposte, come i tecnici radiologici o i lavoratori dei centri nucleari.
Ciononostante, i sistemi di controllo della FAA risultano frammentati e obsoleti. In Europa, l'EASA ha stabilito tramite il Regolamento U.E. n. 8/2008 l'obbligo per gli operatori di valutare l'esposizione del personale navigante.
Se questa supera 1 mSv/anno, l'operatore deve misurare e ridurre l'esposizione, informare il personale, limitare i valori in caso di gravidanza e conservare i registri fino a 12 mesi dopo la risoluzione del rapporto di lavoro.
È inoltre vietato volare oltre i 49.000 piedi senza idonee apparecchiature di misurazione a bordo.
Attualmente, per le donne in stato di gravidanza si applica un limite di dose equivalente di 1 mSv per il feto, motivo per cui molte compagnie trasferiscono il personale a mansioni a terra.
Per migliorare il rilevamento in tempo reale di neutroni e protoni ad alta energia sull'uniforme, è in fase di introduzione l'uso del dosimetro, un piccolo strumento di misurazione.
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Informazioni tratte dalla newsletter air-accidents.com redatta da Antonio Bordoni (esperto di aeronautica e autore di molti libri sull'argomento).
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