I risultati di un'indagine Adnkronos evidenziano timori per il futuro previdenziale e la sostenibilità del welfare
A Palazzo dell’Informazione a Roma si è svolta la sesta edizione dell'appuntamento annuale di Adnkronos intitolato "La demografia cambia la società", aperto dal direttore Davide Desario.
L’evento ha analizzato la trasformazione demografica italiana, caratterizzata da calo della natalità e invecchiamento della popolazione, e i suoi effetti su lavoro e welfare.
A supporto del dibattito è stata presentata una rilevazione condotta su circa 2.500 utenti del sito e dei canali social del gruppo.
I dati mostrano un diffuso senso di incertezza: l'80% degli intervistati ritiene che la propria condizione personale peggiorerà nei prossimi vent'anni.
L'invecchiamento della popolazione è considerato un problema dal 73% del campione.
Sul piano occupazionale, il 40% individua nell'automazione e nell'intelligenza artificiale la principale conseguenza della contrazione demografica, mentre il 33% indica la necessità dell'immigrazione per sostenere la forza lavoro.
Il tema previdenziale desta forti preoccupazioni, con l'86% dei rispondenti che esprime dubbi sul proprio futuro: il 48% teme un assegno insufficiente e il 38% ipotizza di non percepire alcuna pensione.
A fronte di queste incertezze, il 61% richiede l'introduzione o il potenziamento dell'educazione finanziaria.
Emerge inoltre la questione dei caregiver: sebbene il 24% degli intervistati assista già un familiare, il 58% dichiara di non ricevere alcun tipo di supporto esterno.
Al dibattito hanno preso parte esponenti del governo.
Il ministro per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Maria Roccella, ha illustrato il calo delle nascite annue, passate dalle circa 500 mila del 1995 alle attuali 300 mila, e ha ricordato i provvedimenti attuati sul lungo periodo basati su tre assi: trasferimenti diretti come l'assegno unico e il bonus nuovi nati, misure di conciliazione tra cui l'aumento dei congedi parentali, e il potenziamento degli asili.
Il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, ha invece affrontato il tema pensionistico, spiegando che l'innalzamento dell'età lavorativa non è l'unica soluzione e che il Governo punta sul rafforzamento della previdenza complementare e dei fondi pensione, oltre che su incentivi per trattenere i giovani e ridurre la fuga di competenze.