Il primo progetto del brand sulla Dolphin Coast unisce la prima scuola di surf del gruppo all'esperienza del safari
Dal 4 luglio 2026, Club Med apre la sua prima struttura in Sudafrica, denominata Club Med South Africa Beach & Safari.
Situato sulla Dolphin Coast, nella provincia di KwaZulu-Natal a nord di Durban, il Resort occupa una superficie di 32 ettari composta da dune, foreste costiere e spiagge, a circa trenta minuti dall’aeroporto internazionale King Shaka..
L'area costiera consente l'avvistamento stagionale di balene e delfini direttamente dall'acqua.
La struttura integra uno spazio della gamma Exclusive Collection ed è stata sviluppata su un’ex piantagione di canna da zucchero tramite un investimento superiore a 100 milioni di euro operato da Collins Residential e da un consorzio di investitori sudafricani.
La principale novità della struttura consiste nella prima scuola di surf mai aperta da Club Med a livello globale..
Questa offre lezioni quotidiane tenute da istruttori professionisti, accessibili a partire dai quattro anni di età.
Oltre alle attività acquatiche, la proposta prevede la possibilità di esplorare la zona in bicicletta lungo percorsi costieri e aree coltivate a canna da zucchero, e include servizi quali hammam, spa e palapa all'aperto, insieme ad aree dedicate ai bambini.
A circa quattro ore di distanza stradale dal complesso sorge il Vikela Safari Lodge, una riserva privata di 18.000 ettari riservata in esclusiva agli ospiti del brand.
Questo territorio collinare ospita i cosiddetti Big Five: leone, leopardo, elefante, rinoceronte e bufalo africano.
Il lodge mette a disposizione 75 tende per famiglie e coppie, abbinate a safari guidati quotidiani gestiti da ranger esperti.
I soggiorni possono combinare un minimo di cinque notti al mare con due o tre giorni nello Zululand, con l'opzione di estendere il viaggio includendo una tappa a Città del Capo.
Sul piano occupazionale, il progetto prevede la creazione di oltre 800 posti di lavoro diretti e 1.500 indiretti.
Per l'efficienza ecologica, l'organizzazione punta alle certificazioni Green Globe e Green Star 4-Star, oltre ad applicare il programma Bye-Bye Plastics e a collaborare con la ONG Agrisud per l'inserimento dei produttori locali.