Fattori operativi e storici nella sospensione e nel riavvio dei collegamenti diretti
Il mercato aeronautico italiano presenta dinamiche particolari relative alla chiusura e alla successiva riattivazione di rotte a lungo raggio.
Storicamente, la cessazione di un collegamento aereo in un normale contesto operativo viene determinata dalla mancanza di traffico e dal bilancio negativo tra ricavi e spese di gestione.
Tuttavia, l'evoluzione del settore mostra che l'introduzione di nuovi aeromobili con consumi ridotti e maggiore capacità di posti può indurre le compagnie a rivedere le proprie decisioni.
Al contempo, le scelte strategiche dei vertici aziendali incidono profondamente sul destino dei vettori, come ammesso in passato dall'amministratore delegato di Alitalia, Domenico Cempella, in un'intervista con Giovanni Minoli.
Cempella evidenziò come la decisione di chiudere le rotte a lungo raggio, per concentrarsi su un mercato ormai controllato dalle compagnie low cost durante la fase denominata "taglia e cuci", abbia contribuito al fallimento della compagnia di bandiera italiana, evidenziando una gestione dei tagli non paragonabile a quella degli altri principali vettori europei.
Un esempio di evoluzione strategica è offerto dalla compagnia australiana Qantas.
Nel 2003, il vettore interruppe i collegamenti con Roma, attivi sin dal 1948 quando l'aeroporto di Ciampino rappresentava una tappa della "Kangaroo Route" tra Sydney e Londra.
Tale uscita dal mercato non fu sfruttata da Alitalia.
Recentemente, nel giugno 2022, Qantas ha riattivato la rotta istituendo un volo diretto senza scali tra Perth e Roma-Fiumicino operato con Boeing 787-9.
Questa tratta ha registrato un tasso di occupazione superiore al 90%, con oltre il 50% dei passeggeri originari dell'Australia orientale, spingendo la compagnia a incrementare la capacità stagionale tra fine giugno e fine settembre.
Parallelamente, Qantas sviluppa il "Project Sunrise", mirato a collegamenti diretti tra la costa orientale australiana, Londra e New York tramite l'impiego di aeromobili Airbus A350-1000ULR.
Una situazione differente interessa la direttrice Italia-Filippine. I dati ENAC del 2025 indicano che il flusso passeggeri da e per l'Italia verso l'Asia si attesta a 3.884.000 unità, posizionandosi dietro a Nord America, Africa/Oceano Indiano e Medio Oriente.
Nonostante la comunità filippina residente in Italia sia la quinta tra quelle asiatiche con 153.455 cittadini al 1° gennaio 2025, i dati ufficiali non registrano voli diretti per le Filippine da scali italiani.
La Philippine Airlines (PAL) aveva avviato i collegamenti con Roma nel maggio 1947, ma ha interrotto i servizi di linea diretti nel 1997 a seguito della crisi finanziaria asiatica.
Di conseguenza, il traffico passeggeri attuale si disperde attraverso scali intermedi in Medio Oriente e Turchia, quali gli Emirati Arabi Uniti, il Qatar, Istanbul e l'Arabia Saudita.
Alitalia non ha occupato lo spazio lasciato libero dal vettore filippino, e i collegamenti attuali rimangono legati a voli in coincidenza, escludendo operazioni speciali e sporadiche come il volo papale del 2015 per Papa Francesco..
Attualmente sia Qantas che Philippine Airlines dispongono in flotta di aeromobili Airbus A350, idonei al lungo raggio, mentre la nuova ITA Airways non è presente su nessuna delle due direttrici.
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Informazioni tratte dalla newsletter www.aviation-industry-news.com redatta da Antonio Bordoni (esperto di aeronautica e autore di molti libri sull'argomento).
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