Le criticità gestionali derivanti dall'automazione dei controlli di frontiera Schengen
Il settore del trasporto aereo si trova a fare i conti con code e affollamenti aeroportuali causati non da carenze di carburante o cancellazioni legate alle tensioni in Medio Oriente, ma dall'avvio di un'innovazione tecnologica.
Si tratta dell'Entry/Exit System (EES), il sistema digitale automatizzato per il controllo delle frontiere annunciato nell'ottobre 2025 e rivolto ai cittadini extra-UE diretti nell'area Schengen per brevi soggiorni.
Il meccanismo sostituisce il timbro manuale sul passaporto registrando dati biometrici, impronte digitali, immagini del volto e generalità a ogni transito.
Diventato pienamente operativo ad aprile dopo sei mesi di transizione, il sistema si applica ai titolari di passaporto di paesi terzi, inclusi Regno Unito e Stati Uniti, in uno dei 29 Stati membri Schengen.
Con l'arrivo dei flussi estivi, diversi aeroporti hanno registrato forti rallentamenti.
Le tempistiche del trasporto aereo, già penalizzate rispetto a quelle ferroviarie dove l'accesso ai binari è immediato, tendono ad allungarsi ulteriormente a causa delle continue innovazioni procedurali richieste ai passeggeri, come quelle relative ai liquidi a bordo trattate nel luglio 2025.
In un contesto in cui l'aereo è un mezzo di massa, la mancata fluidità delle operazioni rischia di compromettere la gestione aeroportuale, come avvenuto il 12 aprile scorso a Linate, quando easyJet ha dovuto sbarcare oltre 100 passeggeri impossibilitati a superare i controlli passaporti in tempo utile.
Mentre le istituzioni europee ritengono che il sistema stia funzionando, le associazioni di settore denunciano forti discrepanze con la realtà operativa.
Già a febbraio, i rappresentanti di ACI Europe, A4E e IATA avevano manifestato preoccupazione per i potenziali ritardi estivi, richiedendo flessibilità nell'applicazione dell'EES.
Stefan Schulte, presidente di ACI Europe, ha recentemente domandato all'UE di concedere la facoltà di sospendere temporaneamente l'EES per evitare disagi e tutelare la reputazione di efficienza delle destinazioni europee.
I problemi riscontrati non sembrano legati solo all'aumento dei passeggeri extra-UE, come i turisti britannici, ma anche a malfunzionamenti tecnici.
Gli operatori segnalano che i varchi automatici non sempre rispondono correttamente e che i passeggeri già registrati, i quali dovrebbero accedere a percorsi rapidi, sono spesso costretti a ripetere l'intera procedura di riconoscimento del volto e verifica del limite dei 90 giorni del visto turistico.
Va infine ricordato che l'EES non si limita agli aeroporti, ma si applica a tutti i punti d'ingresso Schengen, inclusi i terminal ferroviari come la stazione di St. Pancras International per i viaggiatori del treno Eurostar da Londra a Parigi.
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Informazioni tratte dalla newsletter www.aviation-industry-news.com redatta da Antonio Bordoni (esperto di aeronautica e autore di molti libri sull'argomento).
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