Un rifugio estivo tra natura, archeologia e progetti di rigenerazione territoriale
Con le temperature urbane elevate, cresce l'interesse per località caratterizzate da clima fresco, natura e silenzio.
Nel territorio dell'Umbria, il borgo medievale di Cesi sorge alle pendici del Monte Eolo. Il nome della montagna si collega a una leggenda legata al dio dei venti, originata da correnti d'aria che si manifestano lungo la roccia.
L'abitato, affacciato sulla conca ternana, è attualmente al centro del progetto di sviluppo denominato "Cesi Porta dell'Umbria".
La zona circostante ospita diverse testimonianze storiche e archeologiche.
A breve distanza si trova Carsulae, antica città romana situata sulla Via Flaminia che conserva strutture quali il foro, il teatro, l'anfiteatro e gli archi monumentali.
Presso la località di Sant'Erasmo, sui Monti Martani, è presente un sito fortificato preromano delimitato da mura ciclopiche alte oltre dieci metri. Sulla cima del Monte Torre Maggiore, gli scavi hanno invece individuato un santuario umbro-romano risalente al VI secolo avanti Cristo, dove sono stati rinvenuti bronzetti votivi e una saetta in bronzo dorato.
Il centro storico del paese, antica capitale delle Terre Arnolfe contesa tra Papato e Impero, conserva mura, torri e la Rocca.
Tra gli edifici di rilievo figurano Palazzo Stocchi, che ospita l'accesso alla Grotta Eolia, la Chiesa di Sant'Andrea, edificata con materiali provenienti da Carsulae, e la Chiesa di Santa Maria Assunta, al cui interno si trova il dossale del Maestro di Cesi.
Nei boschi limitrofi sorge la Romita di Cesi, eremo francescano dove soggiornò San Francesco nel 1213, recentemente ricostruito.
Il borgo si propone anche come meta per attività outdoor e speleologia, data la vicinanza alla Cascata delle Marmore e al Lago di Piediluco.
La valorizzazione dell'area è sostenuta da un investimento di 20 milioni di euro del Ministero della Cultura tramite il PNRR.