Un Cessna 208 della compagnia Aerodiana si schianta nel sud del Perù causando 13 vittime e riaprendo il dibattito sulla sicurezza dei vettori regionali
Sabato primo agosto un velivolo Cessna 208 appartenente alla compagnia aerea Aerodiana si è schiantato al suolo mentre sorvolava il noto sito archeologico delle Linee di Nazca, situato nella regione meridionale del Perù.
Secondo quanto riferito dalle autorità della provincia di Nazca, l'incidente ha provocato il decesso di tutte le 13 persone presenti a bordo, rispettivamente 11 passeggeri e due piloti.
I rapporti forniti dalla polizia alla stampa locale indicano che lo schianto è avvenuto alle ore 12:55 locali, durante l'esecuzione di un volo turistico mentre l'aereo si preparava a intraprendere il viaggio di rientro.
Di norma, le escursioni aeree sulla zona traggono origine dal vicino aeroporto Maria Reiche, scalo dove tuttavia le operazioni di volo risultavano sospese dal giorno precedente, venerdì 31 luglio.
A seguito dell'impatto il mezzo ha preso fuoco, rendendo impossibili i tentativi di prestare immediato soccorso ai passeggeri coinvolti nel tragico evento.
Sul luogo del disastro sono stati inviati i vigili del fuoco unitamente agli agenti della polizia municipale, allo scopo di estinguere le fiamme ed eseguire i primi interventi di rito.
Le Linee di Nazca sono imponenti geoglifi, disegni e figure geometriche incise sulle pianure desertiche peruviane. Iscritte dal 1994 nel patrimonio mondiale dell'UNESCO; costituiscono una delle principali attrazioni turistiche del Perù con circa 100.000 visitatori all'anno.
La loro visualizzazione è accessibile unicamente mediante l'impiego di piccoli aerei o elicotteri. L'area racchiude oltre 13.000 linee e più di 800 raffigurazioni, tra cui profili di animali come la balena, il pappagallo, la lucertola (lunga oltre 180 metri), il colibrì, il condor e il ragno (lungo circa 45 metri).
La compagnia coinvolta, Aerodiana, è una realtà specializzata in questo genere di attività e dispone di una flotta costituita da velivoli Cessna 208 atti a trasportare fino a 12 passeggeri.
L'azienda ha diffuso un comunicato ufficiale in lingua spagnola nel quale esprime condoglianze ai familiari delle vittime e conferma di offrire ampia collaborazione alle autorità, fornendo ogni informazione utile ai fini delle indagini.
Nel documento si evidenzia una storia operativa di 18 anni e si rende noto che la futura programmazione dei voli dipenderà dalle decisioni degli enti competenti.
La storia recente di Aerodiana annovera un altro fatto di cronaca risalente al 10 giugno 2010. In tale circostanza, un Cessna 208B Grand Caravan (OB-1922P) decollato alle 07:10 dall'aeroporto di Nazca per un tour di 45 minuti con 9 persone a bordo non aveva fatto ritorno ed era stato dichiarato disperso.
Le indagini orientarono i sospetti verso un dirottamento compiuto da passeggeri muniti di documenti falsi.
Il comandante e il copilota vennero rilasciati dai sequestratori dopo 21 giorni, ma il velivolo non è mai stato ritrovato.
L'evento ripropone la tematica delle garanzie di sicurezza offerte dai vettori di ambito locale.
Come evidenziato dalla testata Air-Accidents.com, l'utilità delle liste nere consultate nei paesi d'origine risulta limitata quando i turisti scelgono poi di imbarcarsi su compagnie locali sconosciute.
Il settore ha registrato in passato ulteriori episodi drammatici nell'area centro-sudamericana, come l'incidente del Costarica in cui dieci cittadini statunitensi persero la vita su un Cessna 208 di Nature Air.
A questi si aggiungono vari eventi che hanno coinvolto italiani: il disastro del 2 marzo 1997 sulla tratta Caracas-Gran Roque (Cessna 402, 6 vittime di cui 2 italiane), quello del 4 gennaio 2008 sulla medesima rotta (Let 410, 14 vittime di cui 8 italiane) e l'incidente del 4 gennaio 2013 (BN2, noto come caso Missoni, con 6 vittime di cui 4 italiane).
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Informazioni tratte dalla newsletter air-accidents.com redatta da Antonio Bordoni (esperto di aeronautica e autore di molti libri sull'argomento).
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