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M.V. Anno X - Nr 2105 del 10.01.2024

Da Venezia e Bassano ha preso il via la rassegna di film ''Rovine d'America''.

M.V. Anno X - Nr 2105 del 10.01.2024

Uno sguardo critico sulla crisi del Mito americano. Al cinema e poi anche in streaming su Zalab View.

rovine damerica rassegna cinematografica

Outsiders, attivisti, hippie, fuorilegge, irregolari, persone senza fissa dimora: sono loro i protagonisti della rassegna di film documentari Rovine d'America,creata da ZaLab, una realtà nella produzione e distribuzione nell'ambito del cinema del reale.

 

Tre i film in programma: Stonebreakers di Valerio Ciriaci, West of Babylonia di Emanuele MengottiLast Stop Before Chocolate Mountain di Susanna Della Sala.
Tre registi under 40 che hanno vissuto parte della propria vita negli Stati Uniti e che hanno deciso di raccontarne aspetti di norma non sufficientemente esplorati.

 

"I tre film mostrano «un'America spezzata, alle prese con la crisi di un mito che affascina milioni di persone in tutto il mondo, mentre contemporaneamente è in atto un conflitto culturale che coinvolge i suoi abitanti ed è oggetto di dibattito anche fuori dai suoi confini", dichiarano i registi.

 

Negli stessi mesi in cui i media racconteranno la corsa per le elezioni presidenziali americane i tre registi saranno in tour in giro per l'Italia per dialogare con il pubblico insieme a giornalisti ed esperti.
La rassegna ha preso il via da Venezia e Bassano del Grappa il 9 gennaio e proseguirà in altre città d'Italia (Brescia, Genova e Roma sono già state confermate).
"Siamo felici di poter dare a questa rassegna la possibilità di essere vista anche on line tramite ZaLab View.
I tre film, estremamente lucidi e personali, permettono ad un vasto pubblico di conoscere quegli Stati Uniti che di norma non vengono raccontati
", aggiungono da ZaLab.

 

WEST OF BABYLONIA
di Emanuele Mengotti

 

A Slab City in California si vive senza acqua corrente e senza elettricità.
Le strade sono sterrate e la popolazione (gli “Slabber”) oscilla tra le 400 persone d’estate e le 4000 d’inverno.
Gli Slabber sono giovani e anziani, hippy e neo nazisti, fuorilegge, artisti.
Tutti accomunati dalla voglia di essere liberi e di non dover rispondere alle regole della società americana.
Tutto ciò che sta al di fuori di Slab City per loro è “Babylonia”.
Slab City nasce sul terreno di una base militare attiva durante la Seconda Guerra Mondiale.
Nei primi anni cinquanta le persone iniziarono a dimorarvi, mentre negli anni ottanta si ebbe un vero e proprio boom di residenti.
Il film è un caleidoscopio di personaggi e storie.

 

STONEBREAKERS
di Valerio Ciriaci

 

Stonebreakers è un film documentario che racconta cosa accadde negli Stati Uniti nel 2020, quando durante la
rivolta Black Lives Matter a seguito dell'omicidio di George Floyd e le elezioni presidenziali ebbe inizio una vera e
propria battaglia attorno ai monumenti storici.
Questo conflitto culturale mette in discussione quello che è stato fino a oggi il racconto della Storia d'America, riguardando anche le statue di Cristoforo Colombo, dei confederati e dei padri fondatori.
Il film vuole essere testimonianza degli avvenimenti del 2020 e allo stesso tempo un contributo al dibattito in corso sulla memoria e la Storia: qual è il passato della Storia degli Stati Uniti?
E ancora: personalità come Cristoforo Colombo meritano di essere ricordate attraverso delle statue?
Come fare i conti con il proprio passato?

 

LAST STOP BEFORE CHOCOLATE MOUNTAIN
di Susanna Della Sala

 

Last Stop Before Chocolate Mountain è girato a Bombay Beach, un luogo che si trova nel sud della California e che
viene spesso citato quando si parla di cambiamento climatico, per via del suo lago tossico.
Ma oggi è anche una storia di rinascita dalle macerie: frequentata come località di villeggiatura tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta da artisti quali Frank Sinatra, i Beach Boys e Bing Crosby che qui venivano per fare vita mondana e per praticare sci d'acqua, nautica e pesca, Bombay Beach è poi stata abbandonata a causa di un disastro ambientale e sanitario.
La salinità del lago Salton (Salton Sea) e l'inquinamento sono infatti aumentati al punto di distruggere la fauna.
I pesci sono morti quasi tutti, il loro odore e il rischio per la salute hanno fatto sì che i turisti non tornassero più e che gli abitanti si trasferissero altrove.
Ma alcuni di loro, troppo poveri per trasferirsi altrove oppure troppo legati al luogo, sono rimasti, additati a lungo come outsider.
Bombay Beach è rimasta una città-fantasma fino a pochi anni fa, quando sono state riaperte alcune strutture.
Grazie alla fama avuta in passato l’area ha iniziato ad attirare di nuovo molti visitatori, aumentati in particolare da quando gli eccentrici abitanti hanno iniziato ad ospitare un festival artistico annuale chiamato Biennale di Bombay Beach.
La sua vitalità è oggi un forte richiamo per artisti, intellettuali, organizzatori di eventi e hipster.
E se il numero di residenti è ancora contenuto (circa 300), il prezzo dei terreni è aumentato.
Bombay Beach è un luogo che ci pone diverse domande: e se per sfuggire al disagio che proviamo nelle grandi città
e liberarci una volta per tutte ripartissimo dalle rovine di ciò che siamo stati, anziché rassegnarci a decretare la
morte di luoghi che abbiamo amato?
Non è forse tempo di ripensare il modo in cui stiamo insieme, per tornare davvero a far parte di una comunità? Bombay Beach non è che una risposta possibile alla crisi che coinvolge l’intero pianeta Terra.


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