La scelta di abbandonare le piattaforme social e la pubblicità
Una riflessione sul recupero del tempo libero attraverso la cancellazione dai canali digitali e la riappropriazione della schietta vita sociale.
La scelta di eliminare la propria presenza dai social media ha generato un senso di appagamento paragonabile a un successo professionale, a un traguardo in ambito sportivo o alla visione di uno spettacolo offerto dalla natura.
Questa decisione porta con sé la valutazione sui motivi che hanno ritardato una simile presa di posizione, considerando che la consultazione quotidiana di tali piattaforme, anche se limitata a pochi minuti al giorno, si è rivelata una consistente perdita di tempo.
L'iscrizione e la frequentazione pluriennale dei portali social appaiono contraddittorie per chi nutre una profonda insofferenza nei confronti della pubblicità televisiva, tradizionalmente considerata un ostacolo alle attività personali.
Nonostante l'assenza di qualsiasi obbligo esterno, l'adesione a tali piattaforme è proseguita fino al momento della definitiva cancellazione dei profili da Facebook, Instagram e Linkedin; maturata dopo aver riscontrato che essi (almeno a chi scrive) non apportavano alcun valore aggiunto né all'ambito professionale né alla sfera delle relazioni personali.
L'uscita da questi canali rappresenta soltanto un primo passo in un processo di progressivo distacco da altri strumenti di comunicazione digitale.
Per evitare di essere fagocitato da altri sistemi ancora in uso, sono state introdotte precise disposizioni: tutti i contatti sono stati invitati a non inviare meme, video, immagini o segnalazioni di varia natura.
Gli utenti che non hanno rispettato tali indicazioni sono stati bloccati, mantenendo come unico canale di comunicazione consentito la chiamata telefonica.
La gestione dell'insofferenza verso le interruzioni pubblicitarie si estende anche agli altri mezzi di comunicazione.
Per quanto riguarda il web, il problema viene aggirato tramite il disconnessione del cavo ethernet.
Per quanto concerne invece le trasmissioni via etere, la soluzione adottata consiste nel non seguire i programmi che ne contengono in misura eccessiva e nel dedicarsi ad altre attività nella fascia oraria compresa tra le 20:25 e le 20:45, periodo caratterizzato da una presenza particolarmente elevata di spot.
L'approccio ai contenuti multimediali si orienta pertanto verso la fruizione di piattaforme a pagamento - basate su un accettabile canone mensile - utilizzate per la visione di film, documentari e servizi di approfondimento.
La decisione di rimuovere la propria figura dalle vetrine virtuali e di smettere di osservare quelle altrui ha permesso di riscoprire il valore delle passeggiate all'interno dei quartieri.
In questi contesti urbani è possibile incontrare persone che hanno abbandonato i canali social da tempo oppure che non ne hanno mai fatto parte.
Tra le esperienze legate a questo nuovo stile di vita rientra la possibilità di trascorrere un'ora all'interno del laboratorio di un falegname artigiano, osservando la realizzazione di una sedia assemblata senza l'impiego di chiodi.