Il nuovo assetto del lungo raggio tra programmi strategici e collegamenti verso l'Italia
L'aviazione commerciale attraversa una fase di trasformazione che vede i vettori low-cost (LCC) entrare con decisione nel mercato delle rotte a lungo raggio, storicamente territorio esclusivo delle compagnie "legacy".
Dopo il cambio di rotta di Southwest e l'autorizzazione concessa a WizzAir per voli transatlantici legati alla prossima Coppa del Mondo FIFA, l'attenzione del settore si sposta ora su JetBlue, compagnia americana con sede a New York attiva dal febbraio 2000.
L'ingresso di questi attori nei collegamenti sull'Atlantico rappresenta un elemento di pressione per i conti delle compagnie tradizionali.
JetBlue, pur non facendo parte di alcuna alleanza globale, ha saputo costruire una rete di accordi di codeshare con membri di Oneworld, SkyTeam e Star Alliance.
Il suo modello operativo, pur ispirato inizialmente all'approccio a basso costo di Southwest, ha cercato di differenziarsi attraverso servizi specifici come la TV su ogni sedile, la radio satellitare Sirius XM e l'intrattenimento in volo.
Sotto il profilo tecnico, la compagnia segue il principio della omogeneità della flotta per ottimizzare la manutenzione, utilizzando principalmente la famiglia Airbus A320.
Al 31 dicembre 2025, JetBlue ha dichiarato una forza lavoro di 19.200 unità e una flotta di 287 velivoli, tutti prodotti da Airbus, con i quali ha trasportato un totale di 39.336.000 passeggeri nel corso dell'anno.
I risultati finanziari del 2025 sono stati influenzati dal programma strategico JetForward.
Secondo quanto dichiarato dall'amministratore delegato Joanna Geraghty, il piano ha generato un contributo incrementale all'EBIT di 305 milioni di dollari, superando le previsioni iniziali di 290 milioni.
Nonostante l'incertezza macroeconomica abbia frenato il ritorno alla redditività nel 2025, le stime indicano un miglioramento delle performance per il 2026, con l'obiettivo di raggiungere un fatturato tra gli 850 e i 950 milioni di dollari entro il 2027.
Per quanto riguarda l'offerta transatlantica, la compagnia utilizza prevalentemente l'Airbus A321 Long Range.
Questo aeromobile è configurato con soli 114 posti e 24 suite, una scelta volta a garantire maggiore spazio personale e operazioni di imbarco e sbarco più rapide.
Il network internazionale, che già comprende destinazioni come Parigi, Londra, Amsterdam e Madrid, vedrà per la prossima estate l'inserimento di un collegamento giornaliero tra Milano e Boston.
L'attivazione di queste rotte pone ora l'interrogativo sulla possibile reazione di Ryanair.
Il principale vettore europeo, con i suoi 200 milioni di passeggeri annui, si trova a osservare dinamiche competitive che si sviluppano proprio in prossimità delle coste irlandesi, ridisegnando gli equilibri dei voli di lungo raggio.
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Informazioni tratte dalla newsletter aviation-industry-news.com redatta da Antonio Bordoni (esperto di aeronautica e autore di molti libri sull'argomento).
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