L'Istituto avvia un progetto per la gestione dei quasi 3.000 alberi del sito UNESCO, puntando su filiere locali e partenariati pubblico-privati.
L'Istituto Villa Adriana e Villa d'Este ha avviato a Tivoli una nuova fase per la valorizzazione dell'uliveto storico di Villa Adriana.
Dopo un periodo di sperimentazione che ha portato alla produzione del primo olio extravergine del sito estratto da un numero limitato di piante, il progetto diventa ora strutturale e coinvolge l'intero comparto olivicolo del sito UNESCO, composto da quasi 3.000 alberi.
L'iniziativa, promossa dal direttore Alberto Samonà, mira a valorizzare le radici agricole e paesaggistiche dei siti tiburtini, trattandoli come un unico patrimonio vivo dove si intrecciano tutela, conoscenza e biodiversità.
Per rendere stabile questo modello e creare una filiera produttiva territoriale basata sulle competenze agricole locali, l'Istituto ha pubblicato un avviso per l'attivazione di un Partenariato Speciale Pubblico-Privato.
Il bando è rivolto a diversi soggetti, tra cui operatori economici, enti, associazioni e Terzo Settore.
È articolato in due lotti: il primo per la gestione dell'uliveto di Villa Adriana; il secondo per attività legate ad altre produzioni tradizionali, come il vigneto storico di Villa d'Este, l'apicoltura e la realizzazione di un orto storico ispirato all'età romana.
L'uliveto si estende tra i resti della residenza imperiale e ospita nove cultivar, alcune rare.
Tra queste spicca il celebre "Albero Bello", un esemplare di circa seicento anni geneticamente unico in Italia.
Oltre alla produzione di olio extravergine, l'obiettivo è la salvaguardia del paesaggio storico, la ricerca e il rilancio della vocazione agricola del territorio, coniugando sostenibilità ambientale e sviluppo delle filiere locali per prodotti come olio, miele, uva ed erbe officinali.