La connessione tra cielo, mare e cultura polinesiana attraverso l'uso delle stelle e la storia dei navigatori
Per secoli i popoli austronesiani hanno solcato il Pacifico senza l'ausilio della bussola o della cartografia europea, affidandosi a un sistema di orientamento basato sull'osservazione di stelle, sole, vento, onde e uccelli.
Questo patrimonio di conoscenze orali, tramandato dai maestri navigatori detti wayfinder, ha permesso di collegare isole distanti migliaia di chilometri sfruttando una mappa mentale e invisibile.
Alla base della navigazione c'era la bussola stellare, che consentiva di mantenere la rotta seguendo la posizione degli astri lungo l'orizzonte.
In caso di cielo coperto, l'attenzione si spostava sul mare, analizzando il moto delle onde e osservando il volo degli uccelli per individuare la vicinanza della terra ferma.
Tale sapere veniva conservato anche attraverso lunghi canti e formule mnemoniche tramandate oralmente di generazione in generazione.
Nelle Isole di Tahiti il legame con la natura si riflette pure nel calendario legato alle Pleiadi, chiamate Matari‘i. La loro comparsa segna l'inizio della stagione dell'abbondanza, mentre la scomparsa indica il periodo del rinnovamento.
Oggi è possibile ripercorrere queste antiche rotte praticando la voga sulla tradizionale canoa polinesiana o osservando il cielo notturno dalle isole e dagli atolli della Polinesia Francese.