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M.V. Anno X - Nr 1744 del 20.05.2021

Tra 20 anni quanti saranno, in percentuale, gli italiani che abiteranno il Bel Paese?

M.V. Anno X - Nr 1744 del 20.05.2021

In questi giorni, a causa del calo delle nascite in Italia, ben il 30% in 20 anni, si è detto che, se non ci sarà una rapida inversione di tendenza, gli Italiani si avvieranno ad essere sostituiti (nel proprio Paese) da altre etnie.

multiracial

Prima di tutto andiamo ad analizzare le ragioni (superficialmente sia chiaro, perchè non è questo il luogo per un'analisi sociale approfondita) che hanno fatto rimandare, per poi rinunciare, le coppie dal mettere al mondo uno o più figli.

 

La precarietà del lavoro ha fatto entrare nella categoria dei pensionati anche persone che, nel corso di decenni, non hanno mai potuto contare su un contratto stabile e per quanto sopra i sindacati non sono scevri da responsabilità.
In mancanza di supporti sociali (sia economici che pratici) le donne che partoriscono faticano a reinserirsi nel mondo del lavoro e/o, in virtù di queste difficoltà, non fanno più di un figlio.
Carenza di nidi e scuole per l'infanzia o difficoltà di potervi accedere, a causa dei punteggi che favoriscono, su parametri di reddito, i figli di lavoratori stranieri.
Nel tempo si è venuti a conoscenza di coppie che si sono separate fittiziamente (pratica comunque aberrante) per poter “scalare” le graduatorie di accesso.
Ormai si contano sulle dita di una sola mano le aziende che mettono a disposizione di lavoratori e lavoratrici un nido d'infanzia al loro interno.

 

E' capitato così che gli stranieri presenti nel nostro Paese, sia quelli legalizzati che quelli considerati “irregolari” (anche su questo non prendiamo posizione) in considerazione della loro densità sono riusciti a diventare percentualmente determinanti-quando non maggioranza-in molte aree italiane.

A Roma, capitale d'Italia, il quartiere Esquilino vede una predominanza di stranieri rispetto ai Romani.
Prato, in Toscana, 190.000 abitanti di cui circa 40.000 (numeri ufficiali) provenienti dalla Repubblica popolare cinese, tanto da essere considerata, dopo Parigi e Londra, la terza città europea ad accogliere questa comunità.
Portomaggiore, comune di Ferrara, circa il 15% della popolazione (numeri ufficiali) è composto da cittadini stranieri.
Fondi, in provincia di Latina, ospita il MOF, mercato ortofrutticolo più grande d'Italia ed anche qui, sempre stando ai numeri ufficiali, circa il 15% della popolazione è costituito da stranieri.
Perchè abbiamo parlato di numeri ufficiali? Perchè sono quelli che riguardano uomini e donne con regolare permesso di soggiorno; Ma, per tornare all'argomento centrale, quanti sono i cittadini stranieri non censiti presenti nel nostro Paese?

 

Una scheda pubblicata da “Il Sole 24 Ore” il 1° Gennaio u.s. (che potete consultare qui) mostra una situazione basata su numeri verificati, ma non sono in pochi a credere che il numero effettivo di stranieri presenti in Italia si avvicini al doppio, cioè circa 8 milioni.
Un dato è interessante: la percentuale di uomini è donne è calibrata intorno al 50 e 50.
Quanti di questi rappresentano famiglie che hanno fatto, fanno e faranno figli nel nostro Paese?
Nella stessa scheda si vede che negli scorsi 20 anni gli italiani sono diminuiti di oltre un milione mentre gli stranieri sono cresciuti quasi di 3,7 milioni .. ma c'è sempre chi afferma che questo numero sia pesantemente sottostimato.

 

Quante attività abbandonate dagli italiani sono oggi saldamente in mano agli stranieri?
Non solo quelle che alcuni definiscono "minori": fiorerie, banchi dei mercati rionali, pizzerie a taglio, minimarket, frutterie, ambulanti, imprese di pulizie, ecc. .. ma anche, bar e ristoranti importanti, alberghi, B&B, imprese di trasporti e altre ancora.

 

Intendiamoci, non c'è niente di male a che un'etnia diventi minoranza nel proprio Paese e non c'è neanche niente di male nel fatto che, come abbiamo fatto noi nelle due massive migrazioni del secolo scorso, altri vogliano scegliere l'Italia e l'Europa come luoghi in cui vivere.
Basta saperlo, accettarlo, senza girarsi dall'altra parte, facendo finta di non vedere o che il fenomeno non esista.

 

Per concludere riteniamo che molti giovani italiani vorrebbero metter su famiglia, prevedendo anche uno, due o più figli; ma chi non è nato ricco ha bisogno di sostegni concreti che sta alla politica individuare e mettere a disposizione con formule certe e durature.
Solo così si potrà invertire la tendenza e ringiovanire l'età media affinchè l'Italia smetta di essere considerato un Paese di vecchi.

 

Pare che il Presidente de Consiglio, Mario Draghi, abbia preso a cuore questo tema e che presto il Governo varerà una riforma per consentire all'Italia, da qui a 20 anni, di continuare ad ospitare in maggioranza italiani.
 


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