Correva l’anno di grazia 1971 quando i servizi della Southwest, capostipite del fenomeno low cost, presero il via e con loro presero il via ogni dodici mesi anche i bilanci sempre chiusi con profitti
“Prima dell’avvio della deregulation USA, il CAB statunitense controllava tutto: tariffe e rotte, anche il prezzo applicato a bordo per una lattina di Cola.
Ma nel caso di Southwest il lancio di tariffe basse fu possibile perché il vettore venne lanciato non come interstate, bensì quale intrastate, ossia avrebbe potuto svolgere servizi esclusivamente nell’ambito dello Stato del Texas.” (1)
Correva l’anno di grazia 1971 quando i servizi della Southwest, capostipite del fenomeno low cost, presero il via e con loro presero il via ogni dodici mesi anche i bilanci sempre chiusi con profitti, fatto assolutamente inconsueto nella storia di quegli anni nel mondo dell’aviazione commerciale.
Il segreto di quei bilanci tali da far invidia a tutte le altre blasonate compagnie aeree, poteva venir così riassunto:
-una condotta estremamente oculata, il cui passo non superava mai la gamba;
-basse tariffe;
-alte frequenze;
-aeroporti non congestionati;
-stare alla larga dai tradizionali canali di vendita della Iata;
-flotta composta da un unico modello di velivolo;
-resistere alla tentazione del lungo raggio.
“Era proprio il fatto di essere una aerolinea al di fuori degli schemi tradizionali la miglior assicurazione sul futuro”. (2)
Da ricordare che la compagnia inizialmente non venne additata come vettore “low cost” ma più semplicemente come “no frills” dal momento che a bordo non era previsto il tradizionale catering.
Ebbene oggi ad oltre mezzo secolo dalla sua nascita, Southwest -avendo evidentemente saturato il mercato Usa- ha deciso di cambiare strategia o meglio sarebbe dire di puntare ancora più lontano.
La compagnia ha annunciato che intende espandere i collegamenti oltre il Nord America senza però aggiungere aerei a lungo raggio alla sua flotta.
La soluzione?
Accordi con altre compagnie aeree (tradizionali) tramite i quali i voli statunitensi di Southwest potranno interconnettersi agli altrui servizi: in poche parole il piano, a questo punto, è quello di consentire ai viaggiatori di acquistare singoli itinerari su entrambe le reti.
In tal modo Southwest, manterrà la flotta e il modello operativo focalizzati principalmente sui servizi offerti dai suoi oltre 800 (ottocento!) Boeing 737.
Per le altre compagnie tradizionali prescelte nell’accordo, aumenta il traffico nazionale che alimenta gli aeroporti condivisi, contribuendo a riempire i posti e ad ampliare la distribuzione complessiva.
Per Southwest si tratta in definitiva di un passo avanti nell’espansione delle vendite che si accompagna a un rischio di capitale complessivo estremamente limitato.
Queste innovazioni hanno portato molti ad annunciare che per la prima volta, la compagnia aerea volerà attraverso l'Oceano Atlantico, ma in effetti ciò non è corretto.
Sebbene già serva destinazioni internazionali, finora queste sono state limitate a brevi voli attraverso l'Oceano Caraibico o il confine canadese e dal punto di vista operativo questo impianto rimarrà invariato.
La grande novità consisterà invece in quello che a tutti gli effetti sembra assomigliare ad un accordo interline.
Dobbiamo subito precisare che i tradizionali accordi interlinea sono possibili solo con l’aderire alla IATA, al BSP e permettere di usufruire della clearing house ove gli introiti fra vettori vengono ripartiti.
Un tal modo di operare è stato però sempre visto con riluttanza dagli operatori low cost i quali non vogliono assolutamente diluire il loro revenue con altri vettori.
E dobbiamo dire che questa loro scelta si è dimostrata essere vincente.
La prima compagnia aerea prescelta da Southwest per il lancio della nuova politica è la Turkish Airlines.
I biglietti saranno venduti dalla Turkish tramite agenzie di viaggio selezionate e i principali siti web di viaggi. Southwest ha esplicitamente selezionato i seguenti aeroporti come hub di accesso chiave per questo tipo di accordi:
Aeroporto Internazionale di Hartsfield-Jackson (ATL)
Aeroporto Internazionale di Boston Logan (BOS)
Aeroporto Internazionale di Chicago-O'Hare (ORD)
Aeroporto internazionale di Denver (DEN)
Aeroporto metropolitano della contea di Wayne di Detroit (DTW)
Aeroporto Internazionale di Los Angeles (LAX)
Aeroporto Internazionale di Miami (MIA)
Aeroporto Internazionale di San Francisco (SFO)
Aeroporto Internazionale di Seattle-Tacoma (SEA)
Aeroporto Internazionale di Washington Dulles (IAD)
Turkish Airlines vola verso oltre 350 destinazioni in 132 paesi dal suo hub globale l'aeroporto di Istanbul, inclusi dieci aeroporti negli Stati Uniti serviti da Southwest.
I viaggiatori internazionali potranno raggiungere facilmente questi gateway con biglietti che saranno disponibili anche tramite agenti di viaggio e siti web di viaggi.
Siamo in presenza di una partnership strategica fra Turkish Airlines e Southwest Airlines.
Anche da tale ottica non è del tutto corretto leggere che i voli nazionali di Southwest saranno in coincidenza con l'hub di Turkish Airlines ovvero l'aeroporto Internazionale di Istanbul, diciamo invece che i viaggiatori utilizzeranno un biglietto unico con l’intero percorso prenotato il cui revenue però non finirà in clearing house ma verrà ripartito come se fossero stati emessi due separati biglietti.
Turkish non sarà l'unico nuovo partner che aiuterà Southwest a raggiungere una portata internazionale per i suoi clienti.
Southwest ha anche scelto la compagnia tedesca Condor per vendere traffico in partenza da Boston, Las Vegas, Los Angeles, Portland, San Francisco e Seattle verso l'hub di Condor a Francoforte.
Ricordiamo che la proprietà della compagnia tedesca dal 2021 è in mano al fondo d'investimento britannico Attestor Capital.
E’ stata scelta anche Icelandair.
Inizialmente focalizzata su Baltimora, questa partnership si sta espandendo per includere le basi di Nashville, Denver, Orlando e Pittsburgh, consentendo ai viaggiatori di raggiungere circa 40 destinazioni europee via Reykjavik, in Islanda.
Parlando dell’Islanda va aggiunto che Southwest starebbe valutando rotte dirette per Reykjavik, in quanto queste rientrerebbero nel raggio d'azione della sua flotta di Boeing 737, utilizzando potenzialmente Baltimora come aeroporto di lancio.
Per tutti gli accordi ricordiamo che anche il bagaglio da stiva è incluso nelle prenotazioni.
Dal punto di vista dei clienti il vantaggio principale sarà quello di poter prenotare un unico itinerario combinando voli di entrambe le compagnie aeree.
Ciò consentirà il trasporto diretto dei bagagli, che verranno automaticamente trasferiti alla destinazione finale senza dover essere nuovamente imbarcati durante lo scalo nella città di accesso degli Stati Uniti.
Per chi fa collezione di bollini premio le notizie per il momento non sono buone: non sono ancora previste opportunità per i passeggeri di accumulare o riscattare punti Southwest Rapid Rewards sui voli Turkish Airlines, né sono previsti vantaggi reciproci per lo status Elite.
Stessa cosa per i passeggeri dei voli Condor, ma Southwest ha accennato alla possibilità di farlo in futuro.
Stesso appunto vale per Icelandair.
Per chi volesse apprendere maggiori dettagli sulla nuova politica inaugurata dalla compagnia texana avvertiamo che essi sono disponibili sul sito https://www.southwest.com/customer-enhancements/airline-partnerships/ ove compaiono, in aggiunta ai tre vettori da noi già citati, anche la China Airlines, la Eva Air e la Philippine Airlines.
Per quest’ultima compagnia viene precisato che l’accordo offrirà ai clienti l'accesso alla rete di aeroporti serviti da Philippine Airlines nelle Filippine, in Asia, Australia e Medio Oriente.
Le città di accesso condivise nell’accordo sono Honolulu, Los Angeles, Seattle e San Francisco.
Ora ricordando che Ryanair si è sempre ispirata a Southwest per attivare le sue politiche, rimane da vedere come reagirà alle novità adottate dal suo vettore “mentore”.
Da parte nostra siamo certi che a breve avremo novità anche da Dublino.
Antonio Bordoni
(1) “Le Robin Hood dell’aria” Antonio Bordoni, Travel Factory, 2008, pag. 31
(2) Come 1) pag. 35
fonte: Aviation-Industry-News.com