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MUSEO MULTIMEDIALE DELLE MURA


MUSEO MULTIMEDIALE DELLE MURA - SECONDA FASE Dal 17 giugno al 1° ottobre 2017 a Padova, a porta Savonarola e alla fortezza Castelnuovo Ritorna con numerose novità il progetto del Comitato Mura di Padova per far rivivere il simbolico monumento cittadino, grazie a suggestive installazioni, app e proiezioni multimediali. Coinvolti anche studenti del liceo “Modigliani” in alternanza scuola lavoro


Ritorna a Padova il “Museo Multimediale delle Mura”, progetto che valorizza e fa rivivere il più esteso monumento storico della città (11 chilometri) e uno dei suoi simboli più importanti. Protagoniste di suggestivi e innovativi percorsi “autoguidati” e multimediali e di emozionanti racconti visuali, dal 17 giugno al 1° ottobre prossimi le mura di Padova diventeranno di nuovo spazi “parlanti” e vivi, grazie a proiezioni, app tecnologiche, installazioni audio e video. Cresciuto anche grazie al successo dello scorso anno, il Museo Multimediale delle Mura prevede in questa seconda edizione un’apertura più prolungata nel tempo e, oltre a porta Savonarola, una nuova “stazione” più complessa e completa, la fortezza del Castelnuovo. A ideare e curare il progetto, la storica associazione Comitato Mura di Padova, attiva da quarant’anni nello studio, la valorizzazione e la tutela dell’importante patrimonio cittadino. L’iniziativa, che gode del patrocinio del Comune di Padova, vede l’importante sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell’ambito del bando “Culturalmente 2016” ed è realizzata in partnership con Tam Teatromusica, il liceo artistico “Amedeo Modigliani”, il Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche del Comune di Padova, e in collaborazione con Eggon, Supernoia, Rosin355, Amissi del Piovego. Altamente didattico, sempre innovativo e creativo il Museo rappresenta un nuovo approccio alla fruizione delle mura, grazie all’unione del rigore storico-scientifico con la dimensione artistica e tecnologica. La sua idea progettuale e insieme la sua declinazione concreta si consolidano così ulteriormente, con l’obiettivo di fare del “Museo Multimediale delle Mura” un progetto diffuso e permanente. Intende essere, insomma, una proposta concreta per il futuro della città e delle sue mura, ancora poco conosciute da cittadini e turisti. Così, da qui a ottobre, Porta Savonarola (via Raggio di Sole/corso Milano) e il Castelnuovo (golena San Massimo, via san Massimo 137), fortezza cittadina incompiuta, si accenderanno di colori e di parole e si popoleranno di storie e di personaggi, offrendo una sorta di suggestivo spettacolo “son et lumière”, che ogni volta lascerà poi spazio al dialogo silenzioso del visitatore con le pietre “vive” (apertura tutti i sabati e le domeniche, chiuso in agosto; ingresso gratuito, a gruppi, ogni 30 minuti circa). Affidato sempre al team under 35 di Tam Teatromusica il compito di costruire la narrazione dei luoghi attraverso strumenti audiovisivi e multimediali realizzati ad hoc, secondo i modi espressivi che contraddistinguono la storica compagnia padovana. Documenti e testimonianze, cartografia storica e accurati rilievi, disegni e rappresentazioni tridimensionali, parole, suoni ed effetti teatrali, si amalgamano e si fondono in un gioco continuo e coinvolgente fra passato e presente, dove le vicende storiche delle mura - e in particolare dei due siti ospitanti la sperimentazione - sono raccontate anche attraverso le testimonianze “dal vivo”, interpretate da un attore, dei personaggi che ne sono stati protagonisti: primo tra tutti Bartolomeo d’Alviano, figura centrale della storia delle mura. Aggiungere altre emozioni alla visita il video realizzato con l’ausilio di un drone nei sotterranei del bastione Buovo e nella “galleria del soccorso” dal giovanissimo team di Supernoia. A supporto e accompagnamento dei percorsi dei visitatori anche due app (gratuite): oltre a “MMM Padova”, sviluppata lo scorso anno da Rosin355 e opportunamente aggiornata nei contenuti, lungo il percorso verso la fortezza a guidare le persone ci sarà un’altra app, “MMM Castelnuovo”, curata dalla giovane startup padovana Eggon e collegata a trasmettitori dislocati nell’area golenale. I partecipanti potranno completare la visita al complesso con un giro in barca a remi, sempre con l’ausilio dell’app, grazie alla collaborazione con l’associazione Amissi del Piovego. E ancora, un’aula didattica allestita nell’area ospiterà ulteriori strumenti di approfondimento e ricostruzioni 3D della fortezza, per mostrare come avrebbe potuto essere la struttura se fosse stata completata. Si amplia quest’anno anche la partnership con il liceo artistico “Modigliani”: coinvolti nel progetto gli studenti di due classi quarte all’interno di un’esperienza di alternanza scuola lavoro. Come per il 2016, i ragazzi si occuperanno dell’accoglienza e dell’assistenza ai visitatori e delle operazioni di apertura e chiusura delle strutture; ma a loro sono questa volta affidate anche la promozione e la gestione del Museo: dall’ideazione del manifesto e di tutto il materiale di promozione alla realizzazione dei materiali di supporto alla visita (schede tematiche e illustrazioni), dalla creazione di gadget e giochi per grandi e piccoli fino all’organizzazione di attività collaterali e di eventi. Orari di apertura del Museo: sabato e domenica ore 10-12.30 e 15.30-18.30 (ingresso gratuito, a gruppi, ogni 30 minuti circa); chiuso nel mese di agosto. Per le scuole previste aperture infrasettimanali su prenotazione. Per informazioni e prenotazioni: Comitato Mura di Padova 340/6884564 comitatomura@virgilio.it - Tam Teatromusica 049/654669 tamteatromusica@gmail.com.


[M.V. Anno X - Nr 1300 del 19.06.2017] | Cultura

Museo dei Cappuccini e alla Pinacoteca di Brera


13 e 14 giugno: Palma il giovane, doppia visita al Museo dei Cappuccini e alla Pinacoteca di Brera


Museo dei Cappuccini, via Kramer 5, Milano Martedì 13 giugno - dalle ore 17,30 alle 18,30 presso il Museo dei Cappuccini Mercoledì 14 giugno Pinacoteca di Brera - dalle ore 18 alle 19 La direttrice del Museo dei Cappuccini, Rosa Giorgi racconta i quadri di Palma il Giovane presenti all’interno delle due raccolte.

 

Martedì 13 giugno dalle 17,30 alle 18,30 presso il Museo dei Cappuccini la direttrice Rosa Giorgi sarà disponibile in sala, così come e mercoledì 14 giugno, dalle ore 18 alle 19, sarà presso la Pinacoteca di Brera (sala IX), per raccontare al pubblico i quadri di Palma il Giovane presenti all’interno delle due raccolte. L’evento si svolge a chiusura dell’iniziativa che, in contemporanea con l’esposizione presso il Museo sei Cappuccini delle due tele inedite e “ritrovate” di Jacopo Negretti, detto Jacopo Palma il Giovane, raffiguranti l’Angelo annunciante e le Madonna annunciata, permette a tutti i visitatori dell’esposizione, dal 18 aprile al 14 giugno, di ritirare un segnalibro che, presentato alla biglietteria della Pinacoteca di Brera, da diritto ad una temporary card degli Amici di Brera con cui potere accedere gratuitamente alla pinacoteca per tre mesi dall’emissione e fornisce l’occasione di ammirare il più antico autoritratto del pittore veneziano conservato nei locali della pinacoteca. UN PO’ DI STORIA DELLE OPERE I due Palma il Giovane inediti e “ritrovati”in esposizione al Museo dei Cappuccini di Milano: Jacopo Palma il Giovane (1548/50 - 1628)- Angelo Annunziante, olio su tela cm 185,5 x 85 e Madonna Annunciata, olio su tela cm 190 x 85; (firmato in basso a sinistra: [JA]COBVS PALMA. F.). Le due tele, dalla chiesa del Sacro Cuore dei frati Cappuccini di Brescia, provengono dalla chiesa dei Santi Pietro e Marcellino della stessa città. I frati Cappuccini costruirono un convento presso la Chiesa dei santi Pietro e Marcellino dove dimorarono dalla fine del Cinquecento e vi rimasero fino alle soppressioni Napoleoniche. Dopo questa data dovettero lasciare il convento che fu perduto per sempre. Il Palma il Giovane conservato presso la Pinacoteca di Brera: Jacopo Palma il Giovane - Autoritratto, olio su tela cm 126 x96. È il più antico tra gli autoritratti di Palma il Giovane, l’opera è databile intorno al 1580 per l’apparente età di circa trent’anni del pittore: datazione questa peraltro confermata dal confronto con altre opere dello stesso periodo e con la prima immagine nota di Palma, eseguita dall’amico Alessandro Vittoria. ******** Inoltre AL MUSEO DEI CAPPUCCINI – L’ARTE NUTRE LO SPIRITO E IL CORPO Prosegue l’iniziativa in favore degli ospiti della mensa di Opera San Francesco per i Poveri onlus. L’ingresso al Museo è gratuito, come tutte le iniziative qui presentate, ma chi visita il Museo può liberamente donare un pasto per gli ospiti della mensa con l’offerta di euro 3,50 cosicché visitare il Museo potrà essere nutrimento per il proprio spirito e insieme per il corpo dei più bisognosi. ********* Aperture Museo Orario: martedì 14.00 - 18.30, e mercoledì 10.00-12.00; 14.00-17.30 ingresso libero al Museo dei Cappuccini MUSEO DEI CAPPUCCINI – via A. Kramer, 5 – Tel.: 02 771.225.80 www.museodeicappuccini.it UFFICIO STAMPA Museo dei Cappuccini: Laboratorio delle Parole – Francesca Rossini – cell 335 5411331 notizie@laboratoriodelleparole.net


[M.V. Anno X - Nr 1300 del 19.06.2017] | Cultura

I sapori di Mario Rigoni Stern


Giornate ricche di emozioni quelle vissute all’Istituto Superiore di Asiago. Quaranta tra studenti, docenti e dirigenti provenienti da mezza Italia si sono incontrati e messi in discussione durante il Concorso enogastronomico “I sapori di Mario Rigoni Stern”, organizzato dalla scuola stessa in seno al Progetto “Mario Rigoni Stern: un uomo, tante storie, nessun confine”.


Questo primo grande appuntamento è stata la prova generale di quello che avverrà a novembre durante il FestivalConvegno nel quale istituti di vario grado e provenienza parteciperanno alla premiazione di vari concorsi, oltre a quello enogastronomico, e presenteranno i loro lavori accanto alle relazioni di docenti universitari di livello internazionale che saranno ospiti sabato 4 e domenica 5 novembre al Teatro Millepini della cittadina nel cuore dell’Altopiano dei Sette Comuni. L’importanza della competizione, che si è svolta martedì 30 maggio nei laboratori dell’istituto alberghiero, era chiara fin dall’inizio: insegnanti accompagnatori ripassavano ricetta e presentazione per i giudici con i loro allievi fin dal primo mattino. Si sono poi viste lacrime, sudore e tantissima concentrazione. Tutti si sono dunque messi in gioco allo scopo di ricevere i punteggi più alti sia per la pietanza preparata, ma anche per il servizio in sala e l’abbinamento del piatto con il vino del territorio di provenienza. A giudicare i sei gruppi come presidente della giuria Gianni Rigoni Stern, con lui Luigi Costa, giornalista e critico gastronomico, lo Chef Corrado Fasolato che conta nel suo Palmarès Tre Forchette del Gambero Rosso, due cappelli della guida de “L’Espresso – I Ristoranti d’Italia” e due stelle Michelin, il Sommelier Igor Tessari premio dell'anno 2013 come Miglior Sommelier per la Guida Ristoranti ChePassione, ed infine il Prof. Mariano Meneghini, ideatore e organizzatore del Concorso con la Prof.ssa Anna Maria Cavallarin e la Dott.ssa Annalisa Scapin. La giuria non si è sbilanciata sui risultati, dato che le premiazioni si svolgeranno durante il FestivalConvegno di novembre, ma da tutti è stato percepito il grandissimo impegno dei ragazzi e delle scuole che si sono dedicate con serietà a rispettare le indicazioni presenti nel regolamento. Alla fine della serata il Dirigente Mario Porto ha consegnato ai singoli studenti e agli istituti un attestato di partecipazione e un famoso brano di Mario Rigoni Stern tratto da “Il sergente nella neve” che parla del cibo capace di legare anche i nemici in guerra. A rendere tutto più ufficiale è stato l’augurio inviato per l’occasione dall’Assessore Elena Donazzan e la presenza di Alessandro Dal Degan, unico chef stellato presente in Altopiano che si è messo a disposizione ad ospitare due studenti per un tirocinio nel suo locale “La Tana Gourmet”. Questa presenza ha destato nei giovani cuochi grandissimo entusiasmo trasformato presto in curiosità e dialogo col giovanissimo Chef. L’obiettivo degli organizzatori dunque è stato totalmente raggiunto: si sono creati dei legami che percorrono la nostra Penisola da nord a sud. Il fil rouge è l’Altopiano e le persone che lo abitano per l’impegno dimostrato, la volontà organizzativa e le collaborazioni all’intero e all’esterno della scuola. Si ringraziano tutti gli istituti partecipanti: Istituto di Istruzione Superiore “Almerico da Schio” – Vicenza, Istituto Superiore “Giovanni Falcone” - Gallarate (VA), IPSSAR “Giuseppe Maffioli” - Castelfranco Veneto (TV), IPSSEOA “Giovanni Falcone” - Giarre (CT), Istituto di Istruzione Superiore “Carlo Pisacane” - Sapri (SA), Istituto di Istruzione Superiore "Pellegrino Artusi” - Chianciano Terme (SI), IPSSEOA “Costaggini” – Rieti (RI). Un grandissimo “grazie” va alle aziende che stanno credendo in questo progetto e hanno offerto i loro prodotti, specchio di un territorio fiero delle sue tradizioni: Formaggi Pennar, Miele Guoli, patate di Rotzo Zecchinati, funghi Scapin, frutti di bosco de La Rossa di Asiago, mele e pere di Lusiana, Marmellate Rigoni di Asiago, selvaggina dell'Altopiano (offerta dai cacciatori Igor e Daniele), carne secca De.Co. e sopressa di Lusiana prodotta da Massimo Ronzani. Il progetto è inoltre sostenuto dalla ex Cassa Rurale ed Artigiana di Roana, da Rigoni di Asiago e della Confindustria, sezione di Bassano. Per ultime, ma certamente non perché meno importanti, si devono ricordare tutte le energie investite in queste giornate dagli studenti delle varie classi dell’Istituto Alberghiero di Asiago, guidate dai professori Rigoni, Beamonte e Dal Pra e sostenute dai tecnici Tessari e Zagardi, che hanno cucinato e accolto gli ospiti del concorso, e ai ragazzi del Liceo e dell’Istituto turistico, con le Prof.sse Amort, Febbo, Pizzigolotto, Borgo, i Prof. Martello e Passuello, il Dott. Cunico, che sono stati presenti per visite guidate, riprese e interviste. La riuscita del concorso è stata possibile grazie all’intero segreteria, al personale tecnico e ai collaboratori.


[M.V. Anno X - Nr 1299 del 17.05.2017] | Cultura

FORST Kronen, la birra del Giubileo di Merano


 Birra FORST festeggia insieme a Merano i 700 anni della città.


Il 2017 è un anno importante per Merano: ricorrono i 700 anni dalla nascita ufficiale della città, evento che viene celebrato tutto l’anno. Birra FORST che da anni sostiene numerose associazioni locali e nazionali e s’impegna fortemente in ambito sportivo, culturale e artistico, anche in occasione del Giubileo di Merano parteciperà ai diversi progetti e iniziative che sono organizzati in città. Per rendere omaggio a Merano, Birra FORST, che dal 1857 ha sede a Lagundo, ha deciso di dedicarle un’etichetta speciale di uno dei suoi prodotti di maggior successo, la birra FORST Kronen. FORST Kronen, la più amata in Alto Adige, incarna il gusto di birra per eccellenza ed è per questo motivo ideale da condividere con gli amici. Per celebrare il Giubileo questa bottiglia è stata prodotta in serie limitata. Un’artista altoatesina, dipendente di Birra FORST, ha dipinto a mano l’etichetta speciale e unica, riproducendo gli elementi distintivi della città di Merano. Il forte contrasto tra mediterraneità e ambiente alpino trovano spazio nell’immagine che unisce gli elementi distintivi di Merano: le montagne innevate, il Kurhaus e una rigogliosa vegetazione. Questa edizione limitata della Spezialbier-Brauerei FORST è disponibile presso i ristoranti Forsterbräu di Merano e Lana, presso i ristoranti della sede di Lagundo e presso grossisti selezionati.


[M.V. Anno X - Nr 1299 del 17.05.2017] | Cultura

Ristorante La casa di Belle


tanti applausi per Alessandro Meluzzi con il nuovo libro di successo


E’ stata davvero una presenza molto gradita quella del Professor Alessandro Meluzzi, noto psichiatra e personaggio televisivo popolare con le trasmissioni televisive “Quarto Grado”, “Matrix”, “Porta a Porta”, arrivato come ospite vip al ristorante La casa di Belle, che si trova in via Montegrappa, 123 a Fonte, in provincia di Treviso.

 

Meluzzi, accompagnato dal manager della cultura Salvo Nugnes, organizzatore dell' evento, ha intrattenuto il nutrito pubblico arrivato in loco, con la presentazione del suo ultimo libro di successo dal titolo "Dei Delitti e delle pene 2.0" scritto a quattro mani con la figlia Maria Araceli. La tematica del libro è molto interessante e riguarda il comparto delle leggi e delle normative vigenti in materia di diritto penale, alla luce dei delitti e delle vicende criminali, che stanno destando più attenzione da parte dell'opinione pubblica. Si ispira anche al famoso saggio giuridico scritto da Cesare Beccaria "Dei delitti e delle pene". All’evento erano presenti diversi sindaci del comprensorio. Il ristorante è gestito da Isabel Casella, proprietaria del locale, nonché solare e talentuosa artista e ha come specialità principale la pizza, gustosa e preparata con ingredienti e materie prime di ottima qualità. L'atmosfera confidenziale e l'ambiente caldo e accogliente, contribuiscono a dare un tocco unico e speciale al locale. La clientela è eterogenea, anche tanti turisti lo frequentano con positivi apprezzamenti.


[M.V. Anno X - Nr 1291 del 26.04.2017] | Cultura

MicroBlasted, la prima personale di Giorgio Carella


GIORGIO CARELLA / MICROBLASTED Spazio 1929 / via A. Ciseri 3, Lugano 17 febbraio - 12 marzo 2017 Inaugurazione venerdì 17 febbraio 2017, ore 18:00 in presenza dell’artista


Mi prende una paura antica, di creature che vengono dal buio e dal bosco.

 

Vorrei avere una casa di pietre, un focolare e un fucile per addormentarmi. (G. Carella, dal suo diario di viaggio) Lo Spazio 1929 di Lugano (Via A.Ciseri 3) annuncia il suo primo evento espositivo del 2017: dal 17 febbraio al 12 marzo ospiterà MicroBlasted, la prima personale di Giorgio Carella, un viaggio in immagini e suoni in cui “la narrazione, la visione e il suono intimo delle cose ci rendono spettatori di qualcosa che oltrepassa la fotografia e improvvisamente diventa movimento, emozione, diventa cinema”, secondo le parole di Marta Santomauro, curatrice dell’esposizione insieme a Nicola Bernasconi. Un diario di viaggio in 28 fotografie in bianco e nero, proposte in un piccolo formato 12cm x 9cm, giusto il doppio del negativo con il quale sono state realizzate. Paesaggi intimi, carichi di emozioni personali. Un lavoro introspettivo, che si apre però agli altri sensi e si concede all’immaginario dello spettatore grazie all’accostamento, per ogni immagine esposta, di una partitura sonora, fruibile in cuffia, appositamente ideata e composta da Amos G. Pellegrinelli, giovane e poliedrico talento ticinese. In questo elemento, oltre che nella forza espressiva delle immagini, risiede, a nostro modo di vedere, l’interesse e l’originalità di MicroBlasted. Regista di numerosi documentari e cortometraggi, oltre che direttore della fotografia, Carella - nato a Catania e cresciuto a Milano, dove ancora oggi vive e lavora - coltiva da sempre la passione per la fotografia, sintesi massima, unità di misura fondamentale del suo abituale lavoro con i fotogrammi in movimento. (www.giorgiocarella.com ) Un viaggio in Scozia, compiuto in solitaria qualche anno fa, è stata per lui l’occasione per immergersi totalmente in paesaggi naturali e urbani colti in momenti di assenza totale, o quasi, di forme di vita animali e umane. Quasi perché, come scrive la fotografa Fulvia Farassino nel testo introduttivo al catalogo che accompagna l’esposizione, descrivendo una delle fotografie e fornendo forse la chiave di lettura più profonda all’intera mostra: ... Poi è apparso il Gufo reale, a Inverness, con i ciuffi alle orecchie e i guardiani alle spalle, portando con sé tutta la simbologia dell’oscurità, della notte e della morte (...) “Costretto a mettersi nella condizione di dover osservare l’immagine avvicinandosi fisicamente alla fotografia, _ aggiunge Giorgio Carella _ piegandosi ad uno stato di solitudine, anche se per pochi istanti, lo spettatore è portato a creare l’eco di un’empatia con il momento dello scatto. Visioni e suoni fruiti insieme generano cortocircuiti mentali imprevedibili, che raccontano l’immaginario che ciascuno di noi, inevitabilmente, proietta sul mondo. Lo spettatore si trasforma così, sempre più, in un individuo emozionale.” Dopo l’esposizione allo Spazio 1929, che si chiuderà con un finissage in presenza dell’autore domenica 12 marzo, la mostra proseguirà il suo cammino a Milano dal 16 al 26 marzo, presso la Libreria Gogol & Company, che ne ha curato il catalogo insieme all’autore. Ingresso gratuito. Orari d’apertura: mer-sa 14:00 - 18:30. Il giovedì orario prolungato, con aperitivo fino alle 20:00 SPAZIO 1929 _ via A. Ciseri 3, CH-6900 Lugano _ t: +41 91 911 97 00 www.spazio1929.ch, info@spazio1929.ch


[M.V. Anno X - Nr 1267 del 17.02.2017] | Cultura

MALINSKY, la sua opera prima è "FALLING DOWN"


"Giovane, imprevedibile, sorprendente", è così che Malinsky si definisce e sono questi i tre aggettivi che descrivono efficacemente la sua musica.


MALINSKY, la sua opera prima è "FALLING DOWN" (Maqueta Records) Il Videoclip : https://youtu.be/Aey_5FMxcg0 E' 'Falling Down" il singolo che il giovanissimo artista polacco Malinsky pubblica per il suo esordio sul mercato italiano con Maqueta Records.

 

‘Falling Down’ è la moderna proposizione in chiave elettro-pop di una ballata dedicata alla nostalgia per un amore perduto. Il testo esalta gli aspetti emotivi del senso di vuoto e del sentimento che solo dopo il distacco si riesce a percepire nella sua interezza. ‘Falling Down’ è il brano che porta Malinsky ad approdare ad uno stile più maturo e diretto, la naturale evoluzione della sua produzione elettro-pop/rock giovanile. "Giovane, imprevedibile, sorprendente", è così che Malinsky si definisce e sono questi i tre aggettivi che descrivono efficacemente la sua musica. "Penso che la musica fosse già presente nel mio cuore quando sono venuto al mondo" dice Malinsky ed è con 'Falling Down" che arriva in Italia. 'Cadere" è la metafora di quello che può accaderti ogni giorno mentre la tua vita ha intrapreso un altro percorso; è imprevedibile e sorprendente ed è solo con la musica che si può riuscire a planare sulle cose dall'alto e vederle da altre angolazioni. MINI BIO Malinsky, polacco - all'anagrafe Marcin Malinski - fin da giovanissimo mostra inclinazioni artistiche dalla musica alla recitazione. All'età di quattordici anni comincia a suonare il pianoforte e le tastiere elettroniche e col tempo comincia a comporre musica e ad esercitarsi con il canto. Nel 2010 frequenta la scuola di canto della Casa della Cultura di Lodz (Łódzki Dom Kultury) dove viene subito notato per la sua naturale attitudine al canto lirico che però risulta distante dal suo temperamento. Marcin comincia dunque a definire uno stile artistico personale e decide di assumere il nome d'arte di Venya per assonanza con la parola spagnola "vesania" che indica la follia in senso creativo. I primi singoli pubblicati da Marcin ‘Uwolnij Sen’ e ‘Obsesja’ lo rendono popolarissimo sulla rete dove supera in breve tempo il milione di views e lo proiettano sulle radio/TV nazionali ma anche ad esibirsi live nelle più importanti città del suo paese. Nel 2016 Marcin decide di rinnovare la propria immagine come Malinsky ampliando i propri orizzonti in Europa ed oltre con le versioni in lingua inglese delle sue nuove canzoni, rilasciate in Italia dalla Maqueta Records. Uff Stampa : onmagpromotion@gmail.com Label : Maqueta Records : comunicazione@maqueta.it


[M.V. Anno X - Nr 1207 del 27.09.2016] | Cultura

Voci in dialogo a partire dal CROCIFISSO


Sabato 1 ottobre al Museo dei Cappuccini_Visita Guidata Voci in dialogo a partire dal CROCIFISSO proprietà di SAN CARLO BORROMEO


Giornata AMEI (Associazione Musei Ecclesiastici italiani) In scambio con il Museo Diocesano (visita da loro ore 10.00) Sabato 1 ottobre, all’interno delle giornate di Musei aperti di AMEI (Associazione Musei Ecclesiastici italiani) il Museo dei Cappuccini ospita alle 11.30 una visita guidata, coordinata fra i milanesi Museo dei Cappuccini e il Museo Diocesano (che ospiterà in visita alle 10, dello stesso giorno).

 

Nelle due sedi i rispettivi conservatori del Museo Diocesano e la direttrice di quello dei Cappuccini, si daranno il cambio per introdurre le opere di proprietà dell’altro. Al Diocesano sarà analizzata una Via Crucis di Fontana, mentre dai Cappuccini un Crocifisso di proprietà di San Carlo Borromeo. Il Crocifisso, di proprietà di San Carlo Borromeo, è di autore ignoto, risale al XVI secolo, in avorioscolpito, legno ebanizzato, marmo nero, 73,5 x 26. Un crocifisso con una tipologia identica nella base è raffigurato nel dipinto: “Il digiuno di san Carlo” opera di Daniele Crespi conservato nella Basilica di S. Maria della Passione a Milano. Il cardinale Federico Borromeo, cugino di san Carlo, lo regalò ad Ottavio Ermanni che a sua volta, con un testamento del 24 ottobre 1634, lo lasciò a Giovanni Battista Cattaneo. Con un altro documento del 1705 si sa con certezza che la signora Elena Rovato lo lasciò al convento dei Frati Minori Cappuccini dei SS. Pietro e Marcellino di Brescia ed una aggiunta posteriore attesta che era destinato al convento dei Frati Minori Cappuccini della Badia di Brescia. Dal 1° di ottobre, inoltre, nelle sale del Museo dei Cappuccini, in esposizione la mostra fotografica “A causa mia: i cristiani in medio oriente tra persecuzione e speranza”; realizzata dalla Fondazione Terra Santa In relazione alla mostra, mercoledì 5 ottobre, alle ore 18, presso Fondazione Terra Santa (via Gherardini 5, Milano) la conferenza “A causa mia: L’immagine del martirio nella storia dell’arte cristiana” tenuta dalla direttrice del Museo, Rosa Giorgi. ******** AL MUSEO DEI CAPPUCCINI L’ARTE NUTRE LO SPIRITO E IL CORPO Prosegue l’iniziativa in favore degli ospiti della mensa di Opera San Francesco per i Poveri onlus. L’ingresso al Museo è gratuito, come tutte le iniziative qui presentate, ma chi visita il Museo può liberamente donare un pasto per gli ospiti della mensa con l’offerta di euro 3,50 cosicché visitare il Museo potrà essere nutrimento per il proprio spirito e insieme per il corpo dei più bisognosi. Grazie a tutti coloro che vorranno partecipare! Aperture Museo Orario: martedì 14.00 - 18.30, e mercoledì 10.00-12.00; 14.00-17.30 Apertura un sabato al mese (ore 10.00 -18.30) il 1 ottobre, 19 novembre, 17 dicembre. Costo: ingresso libero al Museo dei Cappuccini // euro 5 al Museo Diocesano. MUSEO DEI CAPPUCCINI - Via A. Kramer, 5 - Tel.: 02 771.225.80 www.museodeicappuccini.it UFFICIO STAMPA Museo dei Cappuccini: Laboratorio delle Parole - Francesca Rossini cell 335 5411331; notizie@laboratoriodelleparole.it


[M.V. Anno X - Nr 1207 del 27.09.2016] | Cultura

A Chiasso una due giorni per parlare di fotografia


30 settembre.1 ottobre 2016 - Biennale 9 1/2 - A Chiasso una due giorni per parlare di fotografia, festival, riviste e web


COMUNICATO STAMPA Biennale 9½ Fotografia, festival, riviste e web venerdì 30 settembre – sabato 1. ottobre 2016 Spazio Officina, Via Dante Alighieri 4, Chiasso (Svizzera) Partecipano: Olivo Barbieri, Lorenza Bravetta, Hélène Joye-Cagnard, , Stefano Graziani, François Hébel, Antonio Mariotti, Jennifer Niederhauser Schlup, Gian Franco Ragno, Luciano Rigolini, Salvatore Vitale, Francesco Zanot Evento cinematografico: Heart of a Dog di Laurie Anderson (USA 2015) In attesa della decima edizione della Biennale dell’immagine in programma nel 2017, l’Associazione Biennale dell’immagine, appena costituita a Chiasso, dà vita a una due giorni, veramente intensa, di incontri, che si terrà allo Spazio Officina di Chiasso, resa possibile anche grazie alla collaborazione con il Centro Culturale di Chiasso. Il 30 settembre ed il 1.ottobre segnano anche i 20 anni di attività della Biennale in continuità con il percorso intrapreso fino ad oggi ma con nuovi orientamenti e obbiettivi. Sarà un momento collettivo all’interno del quale curatori, artisti, maestri della fotografia ed emergenti potranno confrontarsi sul ruolo della fotografia nei festival e nell’editoria di settore, qui sinteticamente raccontato. Venerdì 30 settembre Biennale 9½, Fotografia, festival, riviste e web si apre alle 18.30 con una presentazione dell’Associazione Biennale dell’Immagine (ABi) e con una anticipazione della prossima edizione della Biennale dell’immagine Bi10 prevista per l’autunno 2017. Interverrano Davide Dosi, Capo Dicasteri Educazione e Attività culturali di Chiasso e Gian Franco Ragno, storico della fotografia e presidente ABi. Un momento di sicuro richiamo, data l’eccezionalità della proposta, è in serata alle 20.45, con la proiezione del film Heart of a Dog di Laurie Anderson (USA 2015). Un film-saggio biografico e personale dell’artista americana, che sarà introdotto da Luciano Rigolini, produttore del film per il canale televisivo franco-tedesco ARTE. La proiezione è in collaborazione con Cineclub del Mendrisiotto ed è una prima ticinese, sottotitolata in italiano. Sabato 1. ottobre Tre gli incontri previsti per la giornata di sabato. In mattinata, alle 10.30 La fotografia dentro e fuori dai festival, al quale prenderanno parte Lorenza Bravetta direttrice Camera, Centro per la fotografia di Torino, Hélène Joye-Cagnard, direttrice Journées Photographiques di Bienne, François Hébel, ex direttore Rencontres de la Photographie di Arles, ora curatore MAST, Bologna, modera Antonio Mariotti, giornalista del Corriere del Ticino e membro di ABi. L’intenso programma pomeridiano riprende alle 14.30 con La fotografia nelle riviste e sul web, incontro coordinato da Yet Magazine, Losanna-Lugano. Intervengono Jennifer Niederhauser Schlup di Adventice, Losanna, Stefano Graziani di GENDA, Salvatore Vitale di Yet Magazine. In questa sezione altri ospiti sono in attesa di conferma. Le metropoli di Olivo Barbieri conclude alle 17.00 l’intensa giornata; un dialogo fra lo stesso Olivo Barbieri, uno degli autori più interessanti della fotografia contemporanea e Francesco Zanot, curatore di Camera, Centro per la fotografia di Torino, al termine del quale si potrà assistere alla proiezione di Site specific_LAS VEGAS 05 12’30” e SEVILLA → (∞) 06 13’00’’. Gli incontri sono gratuiti e aperti al pubblico. All’interno dello Spazio Officina sarà inoltre presente un Bookshop a cura di Choisi - one at a time, Lugano. *********** Chi è ABi L’Associazione Biennale dell’immagine viene costituita nel 2015 dal Comitato della Biennale dell'immagine, il quale, dopo vent'anni di attività, decide di formalizzare il proprio impegno creando un’associazione senza scopo di lucro. ABi è una struttura versatile e indipendente, pensata per rispondere alle esigenze di una manifestazione orientata al futuro, aperta al dialogo, capace di creare ponti tra pubblico e privato e fondata su una lunga esperienza in ambito espositivo e fotografico. Si prefigge di «diffondere la cultura della fotografia, delle arti e dei media contemporanei quali strumenti di lettura della realtà e promozione della democrazia e del confronto, sviluppando rapporti di collaborazione con altri enti, pubblici e privati, o altri soggetti internazionali aventi finalità analoghe» (art. 4 degli statuti). A partire dal 2017 ABi rinnoverà l’appuntamento con la Biennale dell’immagine, accompagnandola con nuove iniziative di incontro e di discussione: mostre, workshop, proiezioni cinematografiche e tavole rotonde sulla fotografia e sull’evoluzione dell’immagine nella nostra società. *********** INFO: www.biennaleimmagine.ch DETTAGLI E APPROFONDIMENTI PER LA STAMPA CONTATTANDO UFFICIO STAMPA Svizzera e Italia Francesca Rossini di Laboratorio delle Parole Contatti - +41 77 4179372 oppure +39 335 5411331 francesca.rossini@laboratoriodelleparole.net


[M.V. Anno X - Nr 1200 del 14.09.2016] | Cultura

16 > 25 settembre 2016 - Quinta edizione LuganoPhotoDays 2016


COMUNICATO STAMPA (aggiornato 1 settembre 2016) 16 > 25 settembre 2016 - Quinta edizione LuganoPhotoDays 2016 Le conferenze di LuganoPhotoDays: Monika Bulaj chiude la rassegna.


Inaugurazione LuganoPhotoDays Vernice mostre, conferenza “Donne nella fotografia oggi”, premiazione 16 settembre ore 18.00 – presso la sede del festival - ex asilo Il Ciani di Lugano save the date CONFERENZA STAMPA con PREVIEW MOSTRE: venerdì 16 settembre ore 11 – ex Asilo Ciani Questi i vincitori della quinta edizione del Festival LuganoPhotoDays, che saranno premiati venerdì 16 settembre alle ore 16 all’ex asilo Il Ciani di Lugano. Tra gli oltre 600 i partecipanti alle competizioni lanciate dal Festival, hanno riscosso maggior successo gli scatti inviati dai seguenti fotografi, le cui foto saranno esposte nei giorni di Festival. Sono sei fotografi. Il vincitore del CONCORSO FOTOGRAFICO Antonio Faccilongo (http://www.antoniofaccilongo.com/bio) Le cinque fotografe vincitrici dell’OPEN CALL (riportate in ordine alfabetico) Carlotta Cardana ( http://www.carlottacardana.com/biography/) Marilisa Cosello (http://www.marilisacosello.com/about/) Giovanna Del Sarto (http://giovannadelsarto.photoshelter.com/about) Chiara Ferronato (http://www.chiaraferronato.com/#!bio/c1dqp) Sandra Hoyn (http://www.sandrahoyn.de/biography-sandra-hoyn) L’inaugurazione e le mostre di LuganoPhotoDays Venerdì 16 settembre alle ore 18, all’ ex asilo Il Ciani, inaugurazione di LuganoPhotoDays, con vernice delle mostre dei fotografi vincitori e dell’esposizione NUR. APPUNTI AFGHANI di scatti scelti di Monika Bulaj, che parteciperà al festival anche con un attesissimo workshop. Alla vernice farà seguito la conferenza “Donne nella fotografia oggi” a cura di Giulia Bianchi e con la partecipazione delle quattro fotografe italiane vincitrici dell'open call, non potrà invece essere presente la fotografa tedesca. Le giurie Ricordiamo che la giuria per il CONCORSO FOTOGRAFICO era così composta: Daphné Anglès (picture editor New York Times, Francia / USA), Lars Boering (director World Press Photo, Paesi Bassi), Elena Boille (vicedirettrice e responsabile del dipartimento fotografico di Internazionale, Italia), Inas Fayed (editor in chief di LFI Magazine, Germania) e Mindaugas Kavaliauskas (director Kaunas Photo Festival, Lituania). Per la seconda competizione, OPEN CALL, dedicata alle donne fotografe, invece, la giuria era composta da Marco Antonetto (Photographica Fine Art, Lugano, Svizzera), Michaela Bosakova (curator and project manager of the Central European House of Photography, Bratislava, Slovakia), Guido Giudici (ConsArc, Chiasso, Svizzera), Rebecca Simons (editor), Enrico Stefanelli (direttore PhotoLux, Lucca, Italia). Le conferenze Tre le conferenze previste nei giorni di LuganoPhotoDays. La prima, la sera dell’inaugurazione, incentrata sulle “Donne nella fotografia oggi” a cura di Giulia Bianchi e con la partecipazione delle quattro fotografe italiane vincitrici dell'open call (Carlotta Cardana, Marilisa Cosello, Giovanna Del Sarto, Chiara Ferronato, mentre la fotografa tedesca non potrà essere presente) che si terrà venerdì 16 settembre, circa alle ore 19.00, all’ex asilo Il Ciani. Marianna Santoni, fotografa professionista italiana e considerata un Guru di Photoshop, nella serata di venerdì 23 settembre dalle 21.00 alle 23.00 alla Sala Multiuso "Le tre vele" condurrà una lezione dal titolo “Spunti per utilizzi avanzati di Photoshop e del flash”, due grandi temi, cruciali sia per i fotoamatori sia per i professionisti: l’uso del flash in fase di scatto e alcune tecniche avanzate per la fase di post produzione con Photoshop. La serata, gratuita non profit, è a favore della Associazione Alessia. È necessaria l’iscrizione al link http://www.mariannasantoni.com/2016_09_lugano_serata_gratuita/lugano_serata_gratuita.php Monika Bulaj, infine, sarà protagonista, insieme a Michele Smargiassi, inviato di cultura, società e politica per il quotidiano La Repubblica, della conferenza in programma sabato 24 settembre alle ore 17.30 presso l’ex asilo Il Ciani e in collaborazione con ASSI (Associazione Scrittori della Svizzera Italiana), dal titolo Miserabilismo - Quel terribile fascino della fotografia per la povertà. Monika Bulaj e Michele Smargiassi, moderati da Alberto Chollet, discuteranno sul miserabilismo. Bisogna vedere o non vedere la miseria? Bisogna farla vedere o non farla vedere? Sono due domande diverse? Sono la stessa domanda? L’incontro fra il fotografo e il suo soggetto è sempre un incontro asimmetrico, ma nella fotografia di viaggio e di reportage, nella fotografia dell’altro, del lontano, lo scarto ha prodotto un sottogenere fotografico a cui qualcuno ha dato il nome di miserabilismo: il compiacimento, più o meno consapevole, che si prova nel rappresentare la povertà in immagine, e nel guardare la povertà rappresentata. Alcuni altri appuntamenti durante il festival Cinema protagonista con il FILM HUMAN realizzato dal fotografo e ambientalista francese Yann Arthus-Bertrand, conosciuto per il suo progetto La Terra vista dal cielo e in programma il 20 settembre, alle ore 20, al Cinema Lux di Massagno. A questo link il trailer del film https://vimeo.com/luganophotodays/human È possibile acquistare i biglietti online al seguente link http://www.luganophotodays.ch/events/human/ Il WORKSHOP di MONIKA BULAJ dal titolo “La scrittura creativa e non-fiction del reale” previsto per il fine settimana 24 e 25 settembre dalle ore 9 alle 17. Ancora pochissimi i posti disponibili, il programma si può consultare al sito www.luganophotodays.ch/events/ Sarà poi disponibile il CATALOGO dell’edizione 2016, contenente le immagini dell’esposizione principale (Nur), e quelle dell’Open Call e del concorso fotografico. Parallelamente al catalogo cartaceo verrà realizzato un catalogo digitale distribuito gratuitamente come libro compatibile dispositivi Apple, Android e Windows. ****** LuganoPhotoDays è sempre più un evento a livello internazionale che si inserisce nel panorama dei festival europei di fotografia più affermati. Ricordiamo solo alcuni nomi degli ospiti che hanno animato le passate edizioni, da René Burri (fotografo svizzero di fama mondiale) e Alex Majoli (allora presidente di Magnum Photos) a Jan Grarup, Michael Ackerman e Annie Boulat (fondatrice dell’agenzia fotografica Cosmos). LOGISTICA: le mostre ed il workshop si svolgono presso Il Ciani (ex asilo Ciani, Viale Cattaneo 5, Lugano) Facilmente raggiungibile sia in auto (parcheggio Palazzo dei Congressi antistante Il Ciani) che in treno (autobus 2 dalla stazione). Orario apertura mostre e costo biglietto in via di definizione. Le mostre inaugurano venerdì 16 settembre e resteranno allestite fino a domenica 25 settembre. LINK UTILI web http://www.luganophotodays.ch facebook https://www.facebook.com/LuganoPhotoDays twitter https://twitter.com/luganophotodays vimeo https://vimeo.com/luganophotodays instagram https://www.instagram.com/luganophotodays/ MATERIALE FOTOGRAFICO E ULTLERIORI INFORMAZIONI CONTATTANDO L’UFFICIO STAMPA UFFICIO STAMPA: Francesca Rossini di Laboratorio delle Parole Contatti - +41 77 4179372 oppure +39 335 5411331 francesca.rossini@laboratoriodelleparole.net


[M.V. Anno X - Nr 1198 del 12.09.2016] | Cultura

THE POPPY ADVENTURE Storie, Disegni e Immagini



COMUNICATO STAMPA BRUNO DUCCI e ACCADEMIA LA FELICINA presentano THE POPPY ADVENTURE Storie, Disegni e Immagini Due aerei ultraleggeri, un gruppo di amici, un geniale "svolazzatore". L’esposizione di un sogno. 11 Settembre 2016 dalle 10.00 alle 22.00 - Brindisi dalle 18.00 Albergo La Felicina e Piazza Colonna -

 

San Piero a Sieve (FI) La mostra rimarrà aperta 15.00-19.00 fino al 16 Ottobre 2016 THE POPPY ADVENTURE è l’esposizione di un sogno diventato realtà. Da domenica 11 settembre fino a domenica 16 ottobre, POPPY e ARABA FENICE, due aerei ultraleggeri costruiti e fatti volare davvero (!) grazie all’entusiasmo e alla passione sapiente di un gruppo di amici guidati dalla genialità di Bruno Ducci, saranno in esposizione a San Piero a Sieve (Firenze) in piazza Colonna e nel giardino dell’Albergo alla Felicina, che si apre sulla piazza; all’interno dell’edificio sarà allestita una mostra con le foto della costruzione e dei voli, le tavole che sono servite da base per la realizzazione, gli appunti e soprattutto Bruno, brillante e per nulla noioso, pronto a raccontare, solo per chi ne ha voglia, quella splendida avventura. Araba Fenice e Poppy, nella quotidianità siedono placidamente nel giardino retrostante l’albergo, "nell'hangar" che è anche sede dell Accademia de La Felicina, luogo di scambi di conoscenze ed eventi. Entrambi sono il frutto di una ardimentosa quanto un po' folle sfida costruttiva che si identifica con un'epoca di sogni realizzati quasi arcaica e, in fondo, senza tempo. La storia di Poppy, Araba Fenice e Bruno, lo “svolazzatore” del Mugello Bruno Ducci, classe 1931, il protagonista di questa storia, è stato da sempre appassionato di volo e di modellismo. A 13 anni, i suoi primi lavori fra cui un intero porto navale con tanfo di strutture, portaerei, auto e jeep e naturalmente aerei, furono esposti alla Mostra dell'artigianato di Firenze. Ha costruito decine di modelli, dalla scala 1\87 fino al 1/10 radiocomandati, tutti conservati nell'Albergo La Felicina che appartiene alla famiglia Ducci da 4 generazioni. Nel 1985 dopo aver conseguito il brevetto di volo all' Aviosuperfice di Galliano di Mugello, di cui insieme ad un gruppo di amici sono stati soci fondatori questi "svolazzatori" come ironicamente si definiscono, decidono di passare dalla costruzione di un aereo vero, per sfida e per volare in autonomia. E ci riescono. Si decidono per un Ultralight in legno e tela di Dacron chiamato da subito Poppy: basato su un modello della Fischer americana di cui acquistarono i disegni e i manuali d'uso, è modificato e adattato ad esigenze costruttive e strutturali. "Con quattro disegni" come dice Bruno e con il desiderio di realizzare un sogno divertendosi, Poppy è stato costruito nel laboratorio sotterraneo all’Albergo alla Felicina di San Piero a Sieve, dal geniale Bruno Ducci coadiuvato e sostenuto da alcuni amici (Andrea Cappelli, Gino Giovannini, Renzo Benassi, Giuliano Toccafondi, Luciano Giovannini): in due anni hanno dato vita a questo sogno, esempio di una tenacia e goliardia senza tempo, e di conoscenze nate dalla passione per le cose. Poppy ha visto la luce nel 1987 e il suo primo volo fu ovviamente all’Aviosuperfice di Aldo Modi. Voli quotidiani, modifiche, sistemazioni e adattamenti di Poppy si sono susseguite negli anni. Insieme a un paio di incidenti che necessitarono la riparazione dell'intero corpo centrale di Poppy Attorno a 1989, una nuova avventura: Bruno acquista quel che resta di due Challenger in alluminio incidentati per creare quello che viene subito battezzato Araba Fenice. "Una vera sfida, questa…" dice Bruno. Araba Fenice è un mix fra i due Challenger originari, la cui scommessa costruttiva era il recupero, il rifacimento e l'adattamento alle necessità che permettere all' Araba Fenice di volare. E' stato anche progettato un sistema originale per permettere all' Araba Femice di avere anche le ali "a riposo" prendendo una forma "a libellula" che permette un facile hangaraggio nonché altre modifiche ingegneristiche date da esigenze strutturali e funzionali che ne fanno un pezzo unico. INFORMAZIONI MOSTRA Albergo La Felicina, Piazza Colonna, 14, San Piero a Sieve, Firenze Tel.055 8498181 accademiafelicina@gmail.com https://www.facebook.com/lafelicina.famigliaducci UFFICIO STAMPA Francesca Rossini - Laboratorio delle Parole laboratoriodelleparole@gmail.com tel. 335 54 11 331


[M.V. Anno X - Nr 1194 del 07.09.2016] | Cultura

la Cantina Benincasa


Spoleto arte: la Cantina Benincasa partner della mostra curata dal Prof. Sgarbi


All'interno della grande mostra di Spoleto Arte, curata da Vittorio Sgarbi e organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, è previsto un importante appuntamento con protagonista il noto cantautore musicista Cristiano De Andrè, che in data domenica 24 luglio alle ore 18.00, presenterà la sua autobiografia dal titolo "Cristiano De Andrè la versione di C." (Mondadori). La rinomata azienda agricola e vinicola Benincasa, situata in località Capro, nel comune di Bevagna, è partner dell'importante evento. La sede storica, è stata fondata nel 1964, da Domenico Benincasa, che ha l'opera "pioneristica" della moderna coltivazione del vitigno denominato "sagrantino" selezionando un vigneto dai pochi esemplari rimasti da vecchie coltivazioni miste. La cantina, è circondata da sei ettari di vigneto, per la produzione di vini pregiati, quali il "Montefalco Rosso doc" e il "Sagrantino di Montefalco docg" ed è stata la prima in assoluto ad essere iscritta ufficialmente all'albo dei produttori del Sagrantino docg di Montefalco. Appartiene all'azienda Benincasa anche la "tenuta vincastro" collocata nel comune di Passignano sul Trasimeno, che si estende complessivamente per cinquanta ettari, lungo le colline che dolcemente degradano dal caratteristico borgo di Castel Rigone verso il Lago Trasimeno. Dai dieci ettari di vigneto presenti all'interno della tenuta vincastro, si ottiene l'omonimo vino, nelle versioni bianco, rosso e rosato. Nell'azienda, che dal 2000 viene diretta e gestita dai nipoti del fondatore, Marco e Roberto Alimenti, si producono anche cereali, legumi ed olio extravergine di oliva.


[M.V. Anno X - Nr 1190 del 20.07.2016] | Cultura

L’ARTE DI DONARE L’ARTE


Martedì 7 giugno al Museo dei Cappuccini_L’ARTE DI DONARE L’ARTE: CAPOLAVORI DELL’800 Presentazione della nuova esposizione a cura di Alessandra Montalbetti


COMUNICATO STAMPA Museo dei Cappuccini, via Kramer 5, Milano Martedì 7 giugno, ore 18.00 L’ARTE DI DONARE L’ARTE: CAPOLAVORI DELL’800 Presentazione della nuova esposizione a cura di Alessandra Montalbetti Martedì 7 giugno, alle ore 18, viene presentato il nuovo allestimento con cui il Museo dei Cappuccini di Milano (via Kramer 5) affronta una nuova stagione vuole aprirsi ad una lettura più ampia della sua esposizione. A presentare la nuova esposizione sarà Alessandra Montalbetti (storica dell’arte esperta in arte contemporanea) in dialogo con la curatrice, nonché direttrice del Museo, Rosa Giorgi. La maggior parte delle opere, alcune di queste mai esposte né valorizzate, provengono da lasciti testamentari di benefattori che individuarono nei frati cappuccini dei validi custodi del bello. Da Angelo Morbelli a Filippo Palizzi, da Pio Sanquirico a Migliara, fino a passare il secolo con Edoardo Forti, questi alcuni dei nomi che vanno a comporre la nuova sezione non a caso definita “L’arte di donare l’arte” come segno di riconoscimento e gratitudine, e il senso di responsabilità dei frati, verso il dono ricevuto di beni culturali che verranno, con lo studio e l’esposizione, “ridonati” al pubblico. “È nella natura del museo dei Cappuccini (un museo ancora molto giovane nato per rispondere all’esigenza di valorizzare e far rivivere opere d’arte in origine destinate all’arredo di chiese e conventi dell’ordine dei frati minori cappuccini in Lombardia), scoprire poco a poco il proprio patrimonio. E questo è il caso della valorizzazione di che si presenta con l’allestimento di dipinti di fine Ottocento e inizio Novecento. Saranno esposti nella sezione “L’arte di donare l’arte” proprio perché molte di queste opere arrivarono come dono già parte di collezioni private. – racconta la direttrice del Museo, Rosa Giorgi - E rimanendo fedeli alla realtà del Museo dei Cappuccini osiamo presentare un interessante dipinto di Madonna col Bambino (che riprende l’iconografia già ideata da Domenico Morelli) in cattivo stato di conservazione. Chiederemo al nostro pubblico di adottarla, di aiutarci a intervenire per salvarla.” ******** AL MUSEO DEI CAPPUCCINI L’ARTE NUTRE LO SPIRITO E IL CORPO Prosegue l’iniziativa in favore degli ospiti della mensa di Opera San Francesco per i Poveri onlus. L’ingresso al Museo è gratuito, come tutte le iniziative qui presentate, ma chi visita il Museo può liberamente donare un pasto per gli ospiti della mensa con l’offerta di euro 3,50 cosicché visitare il Museo potrà essere nutrimento per il proprio spirito e insieme per il corpo dei più bisognosi. Grazie a tutti coloro che vorranno partecipare! Aperture Museo Orario: martedì 14.00 - 18.30, e mercoledì 10.00-12.00; 14.00-17.30 MUSEO DEI CAPPUCCINI - Via A. Kramer, 5 - Tel.: 02 771.225.80 www.museodeicappuccini.it UFFICIO STAMPA Museo dei Cappuccini: Laboratorio delle Parole - Francesca Rossini cell 335 5411331 ; notizie@laboratoriodelleparole.it


[M.V. Anno X - Nr 1159 del 07.06.2016] | Cultura

London Calling: mostra con Gino De Dominicis a cura di Vittorio Sgarbi


C’è già grande attesa per l'imminente apertura della mostra collettiva internazionale "London Calling" che aprirà i battenti in data 31 maggio, presso l'esclusivo spazio londinese della The Crypt Gallery, in Euston Road, nel cuore della City, a pochi passi dalle sedi di importanti testate giornalistiche, come The Guardian e Time Out.


 L'evento espositivo, organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes, resterà in loco fino al 6 giugno 2016. L'iniziativa d'impronta cosmopolita, raduna un selezionato gruppo di artisti contemporanei di fama, italiani e stranieri e ha come nome di punta quello dell'illustre Gino De Dominicis, con un'interessante mostra curata da Vittorio Sgarbi, per onorare e mantenere sempre viva la memoria del rinomato maestro d'arte. I partecipanti all'appuntamento artistico, porteranno opere di pittura, fotografia, scultura, grafica e prenderanno parte ad un interessante concorso, con in palio un ammontare complessivo di 20’000€ suddiviso tra i tre vincitori, designati da un'autorevole giuria di qualità. Nell'occasione verrà anche conferita la prestigiosa targa di "artista contemporaneo nel mondo". L'organizzatore Salvo Nugnes, nello spiegare le caratteristiche particolare dell'esposizione dedicata a De Dominicis dice "La mostra londinese, ripropone l‘ esposizione svoltasi presso la galleria d'arte milanese -L'Attico- nell'anno 1971, che abbiamo già presentato con grande successo presso sedi delle Milano Art Gallery di Milano e Venezia. In questa occasione De Dominicis riempiva lo spazio espositivo con la registrazione, su un nastro magnetico, di una risata interpretata dall'attore Vittorio Bignardi. L'attore era stato scelto per il timbro cavo, il suono profondo, evocativo. All'epoca, l'effetto dell'opera fu davvero sorprendente e al contempo misterioso e intrigante. Il suono era amplificato e accentuato dallo spazio chiuso della galleria e arrivava fino alla via Beccaria, sottolineando la continuità tra interno ed esterno. In galleria venne esposto soltanto il cartellino della mostra -D'Io- usato nelle duplice valenza di significato con il sottile gioco di parole". Per ricevere ulteriori informazioni per l'adesione alla mostra "London Calling" è possibile contattare i seguenti riferimenti: Tel 0424237636 Mail org@spoletoarte.it


[M.V. Anno X - Nr 1142 del 19.05.2016] | Cultura

ChiassoLetteraria


ChiassoLetteraria 11.esima Edizione_ 27 aprile > 1 maggio _Chiasso (Svizzera)


SECONDA CLASSE ChiassoLetteraria – 11. Festival internazionale di letteratura 27-28-29-30 aprile e 1°maggio 2016, Chiasso (Svizzera) ON LINE IL PROGRAMMA COMPLETO su www.chiassoletteraria.ch Fra gli ospiti confermati: Maria Dueñas, Hoda Barakat, Fredrik Sjöberg, In Koli Jean Bofane, Irena Brežná, Marco Balzano, Domenico Quirico, Francesco Abate, Massimiliano Verga, Roberto Vecchioni. INAUGURAZIONE VENERDÌ 29 APRILE, 18.30 Spazio Officina Chiasso INAUGURAZIONE DEL FESTIVAL alla presenza del consigliere di Stato Manuele Bertoli, a cui farà seguito l’incontro con lo scrittore-giornalista Domenico Quirico e il ricevimento aperto al pubblico. EVENTI GIA' MERCOLEDÌ 27 APRILE E GIOVEDÌ 28 APRILE La 11.esima EDIZIONE - AUTORI OSPITI La undicesima edizione di ChiassoLetteraria, festival internazionale di letteratura ha luogo a Chiasso, sul confine italo-svizzero, nei giorni 27-28-29-30 aprile e 1° maggio 2016. Un programma all'insegna della scoperta e dell'approfondimento Tra la ventina di autori invitati possiamo confermare, autori di spessore che verranno appositamente per la nostra manifestazione quali: lo scrittore grigionese Arno Camenisch, in un incontro con le classi di quarta media di Chiasso; lo scrittore e reporter Domenico Quirico, capo servizi esteri al quotidiano “La Stampa”, che presenterà il recente saggio Esodo (Neri Pozza, 2016) sulla Grande Migrazione che sta sconvolgendo il mondo, con riferimenti anche alla prigionia ad opera di un gruppo jihadista in Siria riportata nel lancinante Il Paese del male; Francesco Abate, scrittore cagliaritano autore di dieci romanzi (due assieme a Massimo Carlotto e uno con l’attore Valerio Mastandrea), tra cui Mi fido di te e Chiedo scusa e che a Chiasso presenterà la sua ultima pubblicazione, una divertente e toccante cronaca familiare, Mia madre e altre catastrofi (Einaudi, 2016); lo scrittore-biologo svedese Fredrik Sjöberg autore dell’inclassificabile e cult L’arte di collezionare mosche (Iperborea); Irena Brežná, premio svizzero di letteratura 2012, autrice del caso letterario Straniera ingrata presenterà a Chiasso, in anteprima in lingua italiana, una raccolta di suoi reportage letterari Le lupe di Sernovodsk (Keller, 2016); Roberto Vecchioni, uno dei nomi storici del cantautorato italiano e autore di diversi romanzi di successo tra cui Il mercante di luce e che presenterà il suo recente libro autobiografico La vita che si ama; Hoda Barakat, scrittrice e giornalista libanese, che vive a Parigi ed è considerata tra i grandi autori della letteratura araba contemporanea (Prix Naguib Mahfouz nel 2000 per L’uomo che arava le acque e finalista al Man Booker International Prize 2015); Massimiliano Verga, sociologo, autore di Zigulì. La mia vita dolceamara con un figlio disabile (Mondadori, 2012), a proposito della sua esperienza di padre di un bambino di otto anni che si chiama Moreno, a cui fa seguito Un gettone di libertà (Mondadori, 2014), lucida e compartecipata riflessione sulla paternità; Marco Balzano, uno degli autori emergenti della letteratura italiana (premio Campiello 2015 per L'ultimo arrivato), che sarà, intervistato dalla classe opzionale di letterature italiane e internazionali del liceo 1 di Lugano (a cura dello scrittore, Massimo Gezzi, premio svizzero di letteratura 2016); la consueta "carta bianca" al poeta Fabio Pusterla, con il poeta svizzero italiano Fabiano Alborghetti e i poeti italiani Mariagiorgia Ulbar e Sebastiano Gatto; una lectio magistralis della saggista romanda Christine Le Quellec Cottier su Blaise Cendrars (con estratti audio, letture, immagini); Maria Dueñas, la celebrata scrittrice spagnola autrice del best-seller La notte ha cambiato rumore e che a Chiasso presenterà il nuovo romanzo Un sorriso tra due silenzi e, per finire, lo scrittore congolese In Koli Jean Bofane, in esilio in Belgio dal 1994, tra gli autori più interessanti della letteratura africana contemporanea (Prix des 5 continents 2015). Maggiori informazioni e documentazione al sito: www.chiassoletteraria.ch https://www.facebook.com/chiassoletteraria/ https://www.flickr.com/photos/chiassoletteraria/ Ufficio stampa Laboratorio delle Parole di Francesca Rossini _ Lugano email: press.chiassoletteraria@gmail.com francesca.rossini@laboratoriodelleparole.net mob: 0041 77 417 93 72 oppure 0039 335 54 11 331


[M.V. Anno X - Nr 1124 del 28.04.2016] | Cultura
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