M.V. Anno III - Nr 126 del 14/10/2003
Fiavet, Assotravel e Assoviaggi hanno fissato le date
in cui sospendere le emissioni di biglietteria Ferroviaria
Prima di dare il mio parere mi sono preso 24 ore per riflettere perché a prima vista l’idea di proclamare uno sciopero per soli quattro giorni, anziché ad oltranza, non mi convinceva.
Dopo 24 ore devo dire che l’idea continua a non entusiasmarmi; avrei preferito che si proclamasse uno sciopero ad oltranza per i seguenti motivi:
1) Trenitalia, informata con 15 giorni di anticipo, ha tutto il tempo per organizzarsi, pubblicizzando la cosa nel suo sito e magari acquistando spazi pubblicitari per informare e consigliare chi deve viaggiare in quei giorni di acquistare il biglietto in precedenza;
2) quattro giorni di sciopero delle agenzie sono un’inezia per chi è abituato a fronteggiare sindacati e categorie di lavoratori ben più agguerriti degli agenti di viaggio;
3) qualche disagio Trenitalia lo subirà ma probabilmente non sufficiente a fargli cambiare idea e quindi accogliere finalmente le giuste istanze della categoria.
Detto doverosamente quanto sopra confermo il pieno appoggio di questo giornale allo sciopero indetto dalle tre associazioni, anzi quattro, perché anche la neonata “Autotutela” si è associata alla protesta.
Le associazioni hanno voluto attuare un compromesso sperando così di raccogliere un maggior numero di adesioni, mi auguro però che, se da Trenitalia non dovessero giungere segnali entro i primi due giorni, lo sciopero venga dichiarato ad oltranza.
Sento parlare di agenzie che temono di perdere le ditte, altre che credono che il loro vicino farà comunque i biglietti (e così per paura di un ipotetico crumiro decidono di essere loro i crumiri), altri che si danno per sconfitti già in partenza.
I più pericolosi sono però quelli che non sanno fare i conti in casa propria, quelli che non pagano stipendi regolari, quelli che non pagano a se stessi un stipendio e mescolano i conti del verduraio con il bilancio dell’azienda per poi trovarsi al momento di andare in pensione con una mano davanti e l’altra di dietro. Chiedo scusa a chi dovesse sentirsi colpito da quanto ho appena scritto, sappia però che il mio unico scopo è quello di sollecitare una seria e importante riflessione.
Se questa volta non otterremo quanto ci prefiggiamo - soprattutto perché giusto - non potremo recuperare il terreno perso nei confronti di altri fornitori di servizi, primi fra tutti i vettori aerei.
A quel punto una rete di 7.700 punti vendita (è questo il numero delle agenzie dettaglianti) che per la sua vastità e capillarità territoriale dovrebbe disporre di un potere contrattuale di tutto rispetto non conterà più nulla e ogni ulteriore decisione dei fornitori di servizi potrà solo essere subita.
Utilizzate i giorni da qui all’inizio dello sciopero per incontrarvi, per convincere altri colleghi; andate a trovare i vostri vicini e “concorrenti”, parlatevi francamente e poi aderite senza riserve.
Conto sul buon senso di tutti.
IVANO CAMPONESCHI
Articolo tratto da Travelfax nr. 136 del 14 ottobre 2003