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M.V. Anno X - Nr 35 del 25.02.2010

AIMP: Summit del Marketing e della Comunicazione Turistica

M.V. Anno X - Nr 35 del 25.02.2010

“Nuove Formule per attrarre turisti” è stato il tema conduttore del Summit del Marketing e della Comunicazione turistica organizzato da Aimp, Associazione Italiana Professionisti e Manager del Turismo.
L’iniziativa, in collaborazione con Bit, discute sull'asserto che la promozione ed il marketing tradizionali stiano dimostrandosi meno efficaci nel richiamare i turisti verso le destinazioni e le imprese turistiche italiane.
Nel corso del convegno, svoltosi alla Bit 2010, varie voci autorevoli hanno espresso la loro opinione circa le metodologie per coinvolgere efficacemente il turista. Si parte dal presupposto che è cambiato il modo di fare turismo e di scegliere le mete per le vacanze.


«Il mercato turistico è oggi pieno di messaggi - sostiene di Josep Ejarque - Presidente AIMPT - Il consumatore viene colpito ogni giorno da centinaia di informazioni, notizie, offerte e promozioni che spesso non raggiungono l’obiettivo. Saper attirare, sedurre e pubblicizzare le proposte e le offerte è ormai di fondamentale importanza per avere successo».
Tutte le strategie devono essere incentrate sul consumatore, definito “il vero protagonista e co-creatore nel processi di produzione dell’offerta e dei prodotti, perché, - afferma Josep Ejarque - il turista di oggi non si limita a consumare il prodotto, ma contribuisce alla sua creazione e diffusione, attraverso la propria rete sociale di appartenenza”.
La promozione di una destinazione, quindi, per avere successo, deve partire dai bisogni e desideri del consumatore, ormai sempre più spinto nella scelta finale da valutazioni di carattere emozionale.
Oggi è imprescindibile comunicare in modo efficace, ed è possibile farlo investendo cifre contenute. È necessario conoscere bene il target di riferimento, utilizzare metodi creativi e canali innovativi, creando un flusso bidirezionale di informazioni non ancora esplorati dalla comunicazione tradizionale e differenziarsi per emergere in un mercato sempre più affollato».


Alex Kornfeind, docente per il MIB School of Management di Trieste, punta alla strategia tecnologica. «Con il web 2.0, Investire in tecnologia non vuol dire gettare il denaro, ma progettare il proprio rapporto con la clientela».
I social media vengono visti come nuovi canali di comunicazione e di informazione verso la clientela. «Il sito è diventato un punto di accesso fondamentale della relazione con il cliente. È necessario fidelizzare, sviluppare, mantenere e gestire, prevedere e conoscere il cliente nelle sue scelte e costruire attorno a questo un cruscotto di soluzioni per soddisfarlo e seguirlo, può essere una strategia molto redditizia e poco costosa».

 

Giorgio Castoldi, insegnante di discipline turistiche presso l’Università IULM di Milano, fa il punto sullo stato dell’arte di comunicazione e marketing turistico.
«In generale il modo di intendere i consumi, compreso quello turistico si è modificato, con la de-industrializzazione dei paesi più avanzati, passando dalla ricerca di una utilità materiale a una utilità immateriale, dalla scelta del prodotto standard a quella del prodotto adatto a soddisfare i bisogni più diversificati».
Deve quindi cambiare il modo di fare il marketing. «Il turismo, quello italiano in particolare, vive ancora di prodotti-notorietà, che il turista frettoloso ricerca per soddisfare una curiosità creata dai mass media. Ma le curiosità epidermiche, di breve durata non creano fidelizzazione, per la quale è necessario offrire sempre cose nuove», conclude Castoldi.

 

Massimo Fabbro, docente di brand management e physical brand design al Master of Tourism Management presso il TSM di Trento, si chiede se il Tourism Branding serva davvero, deducendo che «mai come in questo momento il turismo italiano ha bisogno di branding. La crescente competizione tra le destinazioni internazionali più tradizionali e quelle emergenti, determina un forte bisogno di differenziazione, di branding appunto. Di tutto questo, il turismo italiano non sembra essere particolarmente sensibile, forse a causa della stessa ricchezza del suo patrimonio di “attrazioni”, come arte, cultura, paesaggio, stile…, quasi che la differenziazione del nostro paese fosse, un dato di fatto».


Fabio Maria Lazzerini, Professore titolare del Corso di Tourism Management presso l’Università LUISS Guido Carli, pensa al “turista che verrà”. Dalla fine degli anni '90 è emersa la figura del “viaggiatore esperto”. «Il viaggiatore di oggi è un soggetto con idee molto chiare e alla ricerca di esperienze nuove, ama essere al centro del processo d’acquisto e fruire del maggior numero di opportunità durante i suoi viaggi. Il viaggiatore di oggi è alla ricerca del nuovo, di avventura e di un qualcosa che contribuisca a distoglierlo dalla quotidianità per immergersi in una realtà esperienziale».
Accanto al fattore sociologico e psicologico, si pone la tecnologia mobile che accompagna il viaggiatore in ogni momento. «La tecnologia applicata al mondo dei viaggi ha contribuito così alla nascita di nuove nicchie di viaggiatori, per i quali il viaggio diventa esperienza e il viaggiatore l’attore principale di questa opportunità costruita intorno ai suoi desideri».

 

Marco Baldan, Direttore Generale e Co-Fondatore di Nozio, parla di internet come lo strumento che permette «di “demassificare” azioni prima catalogabili, dove, grazie al 2.0, l’identità dei singoli non viene schiacciata, ma al contrario valorizzata. È così che la massa di viaggiatori che utilizzano la rete vengono ad avere uno strumento per esprimere le loro esigenze, formulabili in un sistema valoriale che sia in grado di dare senso pieno all’esperienza di viaggio. L’industria turistica è dunque a sua volta chiamata a prendersi la responsabilità di cercare modelli di business capaci di lasciarsi alle spalle il vecchio modello economico, per trovarne altri rispettosi della destinazione turistica, del produttore di servizi turistici e del viaggiatore. Per poter attuare questo disegno, una delle strade individuate è la disintermediazione, intesa come il favorire una relazione tra produttori e viaggiatori».


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