Marie Colvin del Sunday Times e il fotografo Remi Ochlik sono morti in seguito al bombardamento dell'edificio in cui risiedevano nella città di Homs
In un attacco volutamente mirato ai media occidentali, i giornalisti Marie colvin e Remi Ochlik hanno perso la vita. Da quando sono iniziate le tensioni in Siria, questo è stato l'attacco più violento nei confronti dei giornalisti che si trovano nella zona.
Un colpo di mortaio ha raggiunto la safe house in cui alloggiavano le due vittime: altre nove persone sono rimaste ferite, tra cui due giornalisti presenti nella casa e sette attivisti che si trovavano nel quartiere colpito.
La Colvin, una giornalista con più di 30 anni di esperienza, si trovava con Remi Olchik, vincitore del World Press Photo Award lo scorso mese e il collega del Sunday times Paul Conroy: i primi due sono morti sul colpo, mentre Conroy è stato tratto in salvo.
La casa colpita si trovava accanto ad un ospedale, ed era considerato l'unico rifugio nel quartiere Bab-al-Amr, sotto costante attacco da parte delle forze del regime.
Un attivista scampato all'attacco ha dichiarato che i bombardamenti sono continuati senza sosta per molto tempo: nonostante i feriti si trovassero a pochi metri dal gruppo di attivisti del quartiere, non potevano comunque essere raggiunti per via dei bombardamenti a tappeto.
Tre dei feriti sono ora in condizioni gravi, e devono affrontare un tragitto pericoloso fino al confine con il Libano in cui verranno presi in custodia dalla Croce Rossa Internazionale.