Com'era bello il viaggio in aereo, la vacanza cominciava una volta saliti a bordo, oggi invece il solo pensiero di dover subìre tutti i controlli pre-imbarco fa sì che molti rinuncino a volare e scelgano destinazioni raggiungibili con altri mezzi di trasporto.
L\'Università Bocconi ha condotto una ricerca sul Buy Italy. L\'indagine verte sulle effettive richieste degli Operatori internazionali verso l\'offerta del nostro Paese. Il workshop giunto alla XXV edizione è in vetrina alla Bit 2010.
Buy Italy prevede quest’anno la presenza di oltre 2.200 Seller da tutte le Regioni italiane e più di 540 Buyer da 55 Paesi esteri, che incontreranno nelle due giornate di sabato 20 e domenica 21 febbraio. Il tavolo di lavoro commerciale per il 2010, con questi numeri si conferma il più importante workshop esistente in campo turistico.
Il prodotto Italia si può dire un’offerta variegata e poliedrica. All’apice del gradimento rimangono da sempre le località marittime a pari merito con le città d’arte; tuttavia esistono prodotti emergenti che sono costituiti dalla campagna, montagna, laghi, nonché tipologie dalle diverse nicchie di mercato, come le località peculiari, le dimore storiche, o viaggi ispirati da motivazioni di shopping, ricerca della natura, ispirazione religiosa, così come crociere o congressi, e perfino i tour in elicottero.
La ricchezza del panorama italiano accontenta gusti ed esigenze diverse, secondo i risultati della ricerca condotta dall’Università Bocconi per studiare il prodotto Italia.
Non c'è neanche la cortesia ad accompagnare i controlli pre-imbarco, generalmente le disposizioni vengono date in modo rude, al limite dello sgarbato; come per dire: qui si fa quello che diciamo noi.
Da come si viene trattati, in tutto il mondo sia chiaro, sembra di capire che tutti i "passeggeri" sono visti, fino a prova contraria, come potenziali terroristi.
Non è piacevole, non lo è per niente, è anzi causa di forte stress.
Ci si può organizzare per non incappare in controlli specifici e più approfonditi, ad esempio indossando mocassini, cinture con la fibbia in plastica e portando nel bagaglio a mano, dal dopobarba al colluttorio, solo flaconcini di contenuto inferiore ai 100 cc, ma ... non va bene lo stesso; gli addetti ai controlli, vere volpi del deserto, proprio in assenza di "segnali" attuano un supplemento di indagine.
Allora tu pensi, la prossima volta faccio suonare il campanello con gli spiccioli di euro, così, dopo averli depositati nella vaschetta, ripassando senza che il metal detector si "allarmi", con la mia migliore faccia d'angelo potrò dire, mentre stanno facendo spogliare nudo il mio vicino di fila: scusate avevo dimenticato di averli avuti come resto poca fa quando ho preso il caffè.
Allora è facile comprendere chi, se non è proprio costretto, evita di sottoporsi a questi estenuanti (e a volte umilianti) controlli e sceglie di restarsene a casa o di prendere, in base alla distanza da percorrere, la propria auto, il treno o la nave.
L'auto si sa è come noi, rispecchia il nostro carattere e il nostro modo di vivere quindi criticarla sarebbe come criticare se stessi; sul treno invece restando in Italia, dove sfrecciano da nord a sud, colorati di rosso o di argento, convogli che accorciano le distanze tra il meridione e il settentrione dello stivale, c'è molto da dire.
Ricordarsi di fare la pipì prima di partire oppure prepararsi a resistere per almeno 4 ore (il tempo di un Roma-Milano) perchè potrebbe capitarvi di non trovare un bagno agibile in tutto il treno, o perchè tutti guasti o perchè troppo sporchi per avere l'ardire di varcarne la soglia.
La nave; si, possiamo parlare delle navi e non solo di quelle da crociera ma anche di quelle cargo che ospitano passeggeri paganti .. ma siccome non vogliamo andare fuori tema ne parleremo nei prossimi giorni.
Torniamo quindi ai controlli pre-imbarco relativi al viaggio aereo.
Nel mentre si sta pensando di installare gli ormai famigerati body-scanner, apparecchi che, in pratica ad ogni passaggio, sottopongono i viaggiatori ad una piccola dose di radioterapia (che, è utile ricordarlo, si accumula di passaggio in passaggio) un giornalista dell'Espresso ha dimostrato che all'aeroporto di Fiumicino di notte è possibile passare dal varco doganale incustodito portando con se qualsiasi tipo di oggetto.
Mi fermo qui perchè ognuno avrà già capito il senso di quanto scritto e comunque per approfondimenti può sempre leggere l'articolo o guardare il filmato; è però ancora più triste subìre i controlli di cui sopra (ripeto estenuanti ed a volte umilianti) sapendo che, almeno a Fiumicino e stando a quanto raccontato e ripreso dal giornalista de l'Espresso, sono pressochè inutili.