La Convenzione di Chicago, firmata anche dallo Stato della Bielorussia, a buon diritto può definirsi la Magna Charta dell’aviazione civile.
La Convenzione, firmata nel Dicembre 1944 stabilisce le regole dello spazio aereo, la registrazione degli aerei e la sicurezza, la protezione, la sostenibilità e dettaglia i diritti dei firmatari in relazione al trasporto aereo commerciale.
Alla data di marzo 2019, la Convenzione di Chicago aveva 193 Stati firmatari, in pratica tutti gli stati membri delle Nazioni Unite. Avvertiamo subito che anche lo Stato della Bielorussia (Belarus) risulta firmatario della convenzione in data 4 giugno 1993.
Stabilisce la Convenzione al Paragrafo b dell’articolo 3bis:
Gli Stati contraenti riconoscono che ogni Stato, nell'esercizio esercizio della sua sovranità, ha il diritto di esigere l'atterraggio in qualche aeroporto designato di un aeromobile civile che sorvola il suo territorio senza autorizzazione o se vi sono ragionevoli motivi per concludere che l'aeromobile sia utilizzato per qualsiasi scopo incompatibile con gli scopi della presente Convenzione; può anche dare a tale aeromobile qualsiasi altra istruzioni per porre fine a tali violazioni.
A questo a tal fine, gli Stati contraenti possono ricorrere a qualsiasi mezzi appropriati compatibili con le norme pertinenti del diritto internazionale, comprese le disposizioni pertinenti della presente Convenzione, in particolare il paragrafo a) del presente articolo.
Ogni Stato contraente accetta di pubblicare i propri regolamenti in vigore in materia di intercettazione di aerei civili.
Quindi dal momento che il volo Ryanair sorvolava il Bielorussia con piena autorizzazione (1) l’intercettazione
del velivolo risulta essere un atto del tutto arbitrario e illegale.
Se una nazione vuole chiudere il sorvolo a velivoli appartenenti a specifici Stati lo può senz’altro fare emettendo appositi Notam.
E’ quanto in pratica accaduto nel giugno 2017 quando Bahrain, Egitto, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, presero la decisione di chiudere il loro spazio aereo agli aerei registrati in Qatar. (2)
Un particolare che va senz’ altro messo in evidenza è che il volo FR4978, da quanto si può osservare sul sito web Flightradar24, suggerisce che l'aereo era in realtà più vicino a Vilnius che a Minsk quando ha virato sotto scorta dell’aviazione militare.
Ora se un equipaggio riceve da terra un messaggio di presunta emergenza a bordo è evidente che voglia puntare sull’aeroporto più vicino.
Dobbiamo pertanto ritenere che anche dopo la comunicazione di pericolo l’aereo volesse proseguire per la sua destinazione originale Vilnius ma l’affiancamento di velivoli militari spacciati come scorta sono stati in realtà un atto di coercizione per far puntare l’aereo su Minsk.
Insomma davvero una brutta storia per l’aviazione civile. In merito a quanto accaduto la International Federation of Air Line Pilots' Associations (IFALPA) e la European Cockpit Association (ECA) hanno espresso le loro preoccupazioni precisando che "l'intervento dell'aviazione bielorussa sia stato messo in atto per ragioni politiche, in violazione della Convenzione di Chicago, ed esso equivale ad un atto di interferenza illegale, che porta tutte le caratteristiche di un “dirottamento sponsorizzato dallo Stato”.
Le associazioni hanno richiesto l’apertura di una inchiesta indipendente su questo evento e una risposta immediata da parte delle autorità di sicurezza.
Questo atto senza precedenti di interferenza illegale, avvertono ancora le due associazioni, potrebbe sconvolgere le ipotesi sulla risposta più sicura che gli equipaggi possono dare alle minacce di attentati in volo e intercettazioni.
E’ evidente che senza fiducia e informazioni affidabili da parte degli Stati e da parte dei fornitori di servizi di navigazione aerea, la gestione di eventi di emergenza diventa molto più problematica.
A questo punto ben vengano i divieti di volo per i collegamenti della Belavia, vettore nazionale della Bielorussia, su tutti gli scali europei, con contemporaneo divieto di sorvolo della spazio aereo bielorusso quale autonoma decisione presa da parte delle compagnie aeree.
Antonio Bordoni
1) Lo spazio aereo del Belarus non risulta interdetto ai velivoli battenti bandiera irlandese.
2) La crisi si è risolta a gennaio 2021.
Fonte: air-accidents.com
26 maggio 2021