Un’antologia pittorica tra caducità, musica e poesia
Fino al 17 maggio 2026, il Mattatoio di Roma ospita la mostra Vincenzo Scolamiero. Con qualche parte della terra, promossa dall'Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall'Azienda Speciale Palaexpo.
L'esposizione ripercorre quindici anni di attività del docente dell'Accademia di Belle Arti di Roma, offrendo una panoramica dell'evoluzione della sua ricerca attraverso oltre trenta opere, tra cui tele, tavole, carte e libri d’artista.
Il progetto è realizzato in collaborazione con Twiceout e gode del patrocinio dell'AICA e dell'Accademia di Belle Arti.
Il titolo della rassegna, ispirato a un verso della poetessa Louise Glück, introduce i temi centrali della produzione di Scolamiero: l’impermanenza, la caducità e il rapporto con il mondo.
La pittura dell'artista si sviluppa in uno spazio dinamico dove il vuoto funge da elemento costruttivo, partendo da composizioni minimali per giungere a strutture tonali più complesse, influenzate dall'ascolto della musica e dalla lettura. Riferimenti a figure come Luigi Nono e Piero Bigongiari emergono direttamente dai titoli dei lavori esposti.
Dal punto di vista tecnico, l'allestimento mette in luce la sperimentazione di materiali diversi, quali pigmenti, olii e inchiostri, che permettono di ottenere velature e trapassi luminosi.
L'atto creativo coinvolge l'anatomia dell'artista, seguendo il ritmo del respiro nella costruzione delle campiture.
Il catalogo bilingue che accompagna la mostra, edito da De Luca Editori d’Arte, raccoglie i contributi critici di Francesca Bottari e Maria Vittoria Pinotti, documentando la carriera di Scolamiero dalla sua prima personale del 1987 fino ai riconoscimenti istituzionali alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma.